Sconcerti: “Inter, ritrovata la coscienza della sua grandezza. Un danno totale, però, mettere fuori rosa…”

Sconcerti: “Inter, ritrovata la coscienza della sua grandezza. Un danno totale, però, mettere fuori rosa…”

Tutte le pagelle delle big di Serie A di Mario Sconcerti sul Corriere della Sera

di Francesca Ceciarini, @FrancescaCphoto
Lukaku, acquisto top dell'Inter in questo mercato

Mario Sconcerti analizza le big di Serie A per il Corriere della Sera alla vigilia dell’inizio del campionato: nelle pagelle del giornalista troviamo l’Inter col voto più elevato assieme alla Lazio, un 8 rotondo, che viene spiegato così:

“Non sono sicuro abbia giocatori migliori di un anno fa, forse Barella e Sensi portano eccezioni, ma non è questo che fa il giudizio. È la forza complessiva della società, la sua insistenza e ricchezza. La capacità di realizzare scelte profonde. Era dal miglior tempo di Moratti che mancava questo valore intrinseco, questa coscienza di grandezza complessiva. Dopo dieci anni è tornata la vecchia Inter, quella dentro le cose. La squadra è a metà strada fra la ragione (Barella, Sensi, Godin) e la scommessa (Lukaku, forse Sanchez, anche se Milik accanto a Lukaku sarebbe il massimo). Ma è la cifra totale che è diversa, è l’aria che è tornata da grande squadra. È stata anche data tanta libertà a Conte.

Sconcerti poi non manca di tirare una stilettata alla società nerazzurra per come ha gestito i casi degli esuberi:

“Iniziare la stagione mettendo fuori rosa Icardi e Nainggolan è un lusso macabro, proseguire mettendo fuori Perisic diventa un danno totale enorme. È vero che nel calcio basta un gol perché tutto venga dimenticato, ma in realtà non si ricorda in nessun tempo un’operazione del genere. Quanto sia stata forza e quanto confusione si vedrà nei giorni. La differenza col passato è che questa volta il disordine non è stato subito, è stato pensato, voluto portato a termine. Questo il primo vero merito di Conte e gliori del campionato, dovrebbe crescere Insigne. A inizio stagione il Napoli, come squadra fatta, è la più affidabile”.

L’8 dato alla Lazio soprende più che altro per le motivazioni date da Sconcerti:

“Se tiene Milinkovic è una squadra che può giocare per vincere il campionato. Trattenete lo stupore, forse le manca continuità nel carattere. Ma la squadra è completa. E Correa è diventato un grande giocatore”.

Solo un 7 per la Juventus, ecco perché:

“È una grande squadra un po’ in confusione. I dubbi su Dybala lo confermano, i tanti esuberi ancora sconosciuti rafforzano l’idea. Giocatore su giocatore è nettamente la più forte, ma anche una delle più fredde. Sembra quasi ci sia poco interesse a fare squadra. L’ultimo gradino di un fuoriclasse è saper giocare per gli altri, specie in una squadra di Sarri. Questo ancora non c’è. Non darei mai via Dybala perché non è sostituibile. A venti metri dalla porta è l’unico che fa un passo di lato e tira, spesso segna. Non darei via nemmeno Higuain. Alla fine saranno i suoi gol sporchi a decidere”.

7,5 invece per il Napoli, Sconcerti lo giustifica così:

“Mercato ancora non giudicabile, entra Lozano e sembra limitarsi Callejon. L’incompletezza del mercato è questa, che non c’è mai una pura aggiunta, c’è sempre una sostituzione. È un po’ la storia di Icardi. Sarebbe devastante in coppia con Milik, ma se uno manda via l’altro, il vantaggio è più di pensiero che di campo. Koulibaly e Fabian Ruiz nei loro ruoli sono i migliori del campionato, dovrebbe crescere Insigne. A inizio stagione il Napoli, come squadra fatta, è la più affidabile”.

Stesso voto della Juve va al Milan, un 7, ma di valore diverso:

“Avere lo stesso voto della Juve non significa avere la stessa forza, il voto è proporzionale agli obiettivi possibili. A ognuno il suo mentre i numeri sono sempre gli stessi. A me il Milan piace, è condannato a giocare bene, ha tanta qualità di base. Conosco poco Correa, non so se vale tutto il suo rumore, mi sembra però che manchi un altro tipo di giocatore, un capitano, un punto di riferimento in mezzo al campo. Paquetà è bravo ma si guarda molto, Bennacer è lontano dalla porta. Mi piace Krunic, non avrei preoccupazioni per Piatek. È un buon Milan, se sarà aspettato. Da quarto, quinto posto”.

Un 7,5 va invece alla Roma:

“È divertente, piena di classe e gioventù, ha il miglior centravanti (Dzeko), ha una difesa capricciosa. Pellegrini-Veretout-Zaniolo più Cristante e, da lontano, Diawara, fanno un centrocampo interessantissimo. Under può essere la sorpresa. È una Roma che corre sul ghiaccio, le basta poco per andare fuori sintonia, ma è una bella Roma”.

Stesso voto dei Giallorossi, 7,5, va all’Atalanta, vera rivelazione dello scorso campionato col suo terzo posto che è valso una storica partecipazione alla Champions League:

“Sul mercato non ha sbagliato niente. Per venti minuti di partita Muriel è un campione. Ha bisogno delle conferme di Zapata e Ilicic, non automatiche. L’Europa può portarla lontano: ha schemi sconosciuti, sorprenderà”.

Infine, un 7 per il Torino:

“Stessa squadra di un anno fa, una scelta che nel disordine generale può pagare. Non deve fissarsi sull’Europa League, ha mezzi importanti per il campionato, soprattutto il nuovo Belotti, ma anche Izzo, Zaza, Ansaldi. Con la vecchia rabbia di Mazzarri può anche cercare il quarto posto”.

( Corriere della Sera)

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