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Sconcerti: “La mia frase su Ronaldo? Migliaia di offese. Ora vi spiego il paradosso…”

Il giornalista, dopo gli sfottò sui social, spiega perché Ronaldo non avrebbe trovato spazio nella Juventus di Allegri

Sabine Bertagna

L'affermazione di Mario Sconcerti, giornalista del Corriere della Sera, a proposito di un Cristiano Ronaldo che nella Juventus di Massimiliano Allegri non troverebbe spazio, aveva fatto enormemente discutere. Il giornalista, oggetto di numerosi sfottò proprio in occasione della sconfitta dei bianconeri in Champions League, ha voluto rispondere e spiegare più approfonditamente la natura della sua osservazione: "Da quando scrissi un mesetto fa che Ronaldo nella Juventus di Allegri avrebbe fatto la riserva, ho avuto decine di richieste di spiegazione e migliaia di offese sui social. Da una parte mi sono sentito orgoglioso di essere diventato una discussione nazionale, quasi come Brera ai tempi del Rivera abatino, dall’altra mi sono chiesto dove fosse l’errore. Credevo di avere amici capaci di saper interpretare le due cose che quella frase conteneva (peraltro tra parentesi), cioè una provocazione e una conclusione tecnica molto più generale. Ho evidentemente sbagliato."

"Considerazioni tattiche - "Il discorso era di qualità tattiche, non individuali. Non ho mai pensato né scritto che Mandzukic sia meglio di Ronaldo, ho pensato e penso che Ronaldo non potrebbe fare quello che Mandzukic fa nella Juve da alcuni mesi. Mandzukic è il punto di equilibrio di tutta la squadra perché corre e sostituisce Pogba con la sua stessa forza fisica in quella stessa zona del campo. Ronaldo è un altro tipo di giocatore. Grandissimo, ma con caratteristiche che nella Juventus ha già Higuain. Mandzukic nella Juve attuale, è un centrocampista. A Ronaldo non interesserebbe minimamente esserlo. Potrebbe giocare al posto di uno degli attaccanti, ma a questo punto diventa già un altro argomento scegliere tra lui, Higuain e Dybala."

"Conclusione - "In sostanza, non ho attaccato Ronaldo, sono rimasto meravigliato dalla diversità dell’ultima Juve. Il calcio si gioca ogni tre giorni ed è giusto non faccia riflettere, ma il tempo dirà che è stata la novità più arcana dai tempi di Sacchi. Questa Juve si basa su un equilibrio leggero, fragile, dove non sono ammessi che cambiamenti minimi, altrimenti salta tutto. Ronaldo non è un cambiamento minimo.Con lui sarebbe una Juve diversa, forse migliore ma altra. Non questa che voglio difendere io, che nella mia valutazione ha fatto un po’ di storia del calcio. Che Ronaldo sia fortissimo lo so da un pezzo. Il mio dubbio era che foste voi a non aver capito l’importanza di Mandzukic. Ad aver sottovalutato la rivoluzione della Juve. E mi sono aiutato con un paradosso. Mi spiace, ma non posso dirvi non lo farò più. Mi piace discutere con voi. E anche qualche volta, far discutere."

"(Corriere.it)