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Secolo XIX – La Samp rinuncia a Sneijder: decisivo un retroscena sull’Inter del Triplete

L'ex nerazzurro non vestirà la maglia blucerchiata

Daniele Vitiello

La Sampdoria ha deciso di rinunciare a Wesley Sneijder. L'olandese non vestirà la maglia blucerchiata, nonostante la proposta del suo agente, Guido Albers, di accasarsi un anno all'ombra della Lanterna e decurtarsi l’ingaggio del 70% rispetto a quello che guadagnerebbe ancora un anno al Galatasaray (da 5 milioni a meno di 2). Decisivi i no di Osti, Pradè e Giampaolo, come riportato dal SecoloXIX, che poi specifica:  "Tecnicamente la Samp si rifugia dietro la solita questione numerica (l’imminente arrivo di Ilicic che ricopre lo stesso ruolo) e l’aspetto tattico (Sneijder a quanto pare non interpreta il ruolo di trequartista come piace a Giampaolo). Senza contare l’aspetto economico di introdurre nello spogliatoio uno stipendio quasi doppio (2 milioni) dal massimo consentito dal nuovo tetto (1,1). Ma la verità è che ad affondare la trattativa è stata soprattutto l’indagine che la Samp ha svolto nelle ultime 48 ore e non ha convinto. Consultando persone vicine al capitano dell’Olanda, infatti, e chiedendo consigli a chi lo conosce bene, è emerso che la leadership di Sneijder e il suo carattere molto forte mal si potrebbero inserire in una rosa che ha sì bisogno di maturità ma non può rischiare di trovarsi con un altro caso Cassano da gestire".

IL RETROSCENA SULL'INTER - "Consultando persone vicine al capitano dell’Olanda, infatti, e chiedendo consigli a chi lo conosce bene, è emerso che la leadership di Sneijder e il suo carattere molto forte mal si potrebbero inserire in una rosa che ha sì bisogno di maturità ma non può rischiare di trovarsi con un altro caso Cassano da gestire. Non è un fatto di sfiducia, la stima verso il giocatore e la sua professionalità, è totale. È un fatto di prudenza: nell’Inter del Triplete, per esempio, Sneijder ha dato un contributo decisivo in campo ma nello spogliatoio era in guerra col gruppo degli argentini da Zanetti, Milito e Cambiasso a cui quasi non rivolgeva la parola. Insomma, è un campione dalla professionalità assoluta ma con un carattere dominante che non è sempre stato facile da gestire. E nella Samp che già aveva dubbi sulla sua età (33 anni), sull’ingaggio, sul ruolo in campo e infine sul rischio di accogliere male Ilicic (l’ex Fiorentina è stato convinto a venire quasi come “salvatore della patria”, si sarebbe trovato in secondo piano), questi particolari sul “carattere” hanno appunto spento il sogno dopo 4 giorni di confronti, valutazioni, un mare di telefonate (interne ma anche con altri club) e persino qualche dissapore"

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