Seno e il gol nel derby: “Ho i brividi ancora adesso. L’Inter ha cambi straordinari. Domani…”

L’intervista rilasciata dall’ex giocatore nerazzurro al Corriere della Sera

di Gianni Pampinella

15 aprile del 1995, a Milano va in scena in derby. Al minuto 43′ del primo tempo è Andrea Seno ad aprire le marcature con un colpo di testa, un gol che aprirà la strada alla vittoria dell’Inter per 3-1 sul Milan di Capello. Intervistato dal Corriere della Sera l’ex giocatore ricorda così quella partita: “Sono convinto che nella vita devi scegliere, a livello professionale. Due cose bene insieme non puoi farle. Dopo aver fatto il dirigente nel mio Venezia, ho scelto l’azienda di famiglia, dove ci lavorano anche i miei due figli. Ora sono fuori dal calcio. Ma quel derby…

Difficile dimenticarlo, dica la verità.

«Impossibile. Segnai di testa e sotto la curva del Milan. Jonk era sempre incaricato delle battute, a me piaceva cercare il colpo di testa infilandomi in area. Andò bene: là per là non me ne resi neanche conto, ma poi rivedendo le immagini ancora adesso ho i brividi. Difficile spiegare cosa si prova: in quel momento non capisci più niente».

Un derby vinto in un’epoca calcistica in cui il Milan era fortissimo. «Solo» quarto in campionato, ma finalista in Champions.

«Sarà stato anche così, ma la verità è che io stato all’Inter per due anni (dal 1994 al 1996; 26 presenze, 2 reti in Serie A, ndr) e di stracittadine ne ho giocate ben 6, comprese due di Coppa Italia. Non ne ho nemmeno persa una: nel derby io sono imbattuto».

Ma non era un’Inter memorabile: sesti in campionato. Problemi sotto porta?

«Beh, avevamo dei grandi giocatori. Bergkamp era davvero un calciatore fortissimo e poi c’era un Ruben Sosa in fase calante, ma anche un’emergente come Marco Delvecchio. Sì, è vero: quell’anno non segnammo tanto complessivamente (39 reti in A, ndr), ma ripartivamo bene con «gente di gamba» come lo stesso Delvecchio, Orlandini e Berti. E segnammo tre gol in quel derby…».

Lei veniva dal Foggia di Zeman. Agonisticamente e tatticamente era formato meglio di altri?

«Tatticamente non me la sentirei di dirlo, ma agonisticamente sì. Dopo aver lavorato con Zeman, confesso che all’Inter i primi tempi mi sembrava un paradiso, per la differenza nei carichi di lavoro».

L’attualità propone un altro derby strano. Senza pubblico o quasi. Chi lo vince?

«L’Inter ha cambi straordinari. Giocatori che possono davvero risolvere in ogni momento; il Milan di quest’anno è invece il frutto di un progetto più a lunga scadenza. Il cuore mi dice Inter, ma credo che sarà una partita molto difficile per entrambe».

(Corriere della Sera)

 

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