Serena: “Inter-Fiorentina, un disturbo per entrambe. Difesa a 3? Tutte le grandi giocano a 4”

Intervistato da Repubblica, l’ex esterno di Inter e Fiorentina ha parlato della sfida di Coppa Italia di domani, ma anche del big match con la Juve

di Andrea Della Sala, @dellas8427

Intervistato da Repubblica, l’ex esterno di Inter e Fiorentina Michele Serena ha parlato della sfida di Coppa Italia di domani, ma anche del big match con la Juve di domenica sera:

Chi vincerà domani al Franchi?
“Per entrambe le squadre questa partita sarà poco più che un disturbo. Tutte e due sono concentrate sul campionato. L’Inter per vincerlo, la Fiorentina per tirarsi su in classifica. Oggi è nella condizione di dover temere lo Spezia”.

Di Coppa Italia ne ha vinte tre, l’ultima proprio con la Viola. Oggi quanto conta come trofeo?
“Ho la sensazione che un tempo ci fosse più rispetto per la competizione, almeno nelle fasi finali. Oggi l’unica ragione per cui è appetibile è la possibilità di accesso all’Europa League. I palcoscenici che contano ormai sono quelli europei”.

L’Inter è la squadra che ha segnato di più del campionato, ma con 23 gol subiti ha la sesta difesa. Cosa deve aggiustare Conte per prendere meno gol?
“Il gioco di Conte si basa su equilibri perfetti ma delicati. Quando ha provato a introdurre il trequartista, la squadra ha cominciato a essere più vulnerabile e ha subito molte reti. Ora ha ritrovato la sua forma. Non dimentichiamo che ha fatto otto vittorie a fila ed è a ridosso del Milan”.

È più forte questa Inter o quella in cui giocò lei, a inizio anni Duemila?
“È sempre difficile fare paragoni fra epoche diverse. Forse dico questa, perché la vedo giocare spesso, e trovo sia molto squadra. Avendo un nucleo di giocatori italiani giovani, potrebbero continuare a esserlo a lungo. Oggi delle grande squadre l’unica ad avere un forte senso identitario è la Juve, grazie a Buffon, Bonussi, Chiellini che ci giocano da sempre”.

Getty Images


Sia la Viola sia l’Inter, come moltissime squadre in Serie A, giocano col 3-5-2. Le piace come modulo?

“I moduli vanno a mode e a periodi. Evidentemente gli allenatori pensano che sia la disposizione migliore, in base ai giocatori che hanno. Resta il fatto che in Europa le grandi squadre giocano a quattro dietro. Penso al Bayern, al Liverpool. Qualcosa di buono in Champions, giocando a tre, ha fatto l’Atalanta, ma è l’eccezione. Ci sarà un perché. In Italia gioca a quattro il Milan. E anche la Juve di fatto è schierata col 4-4-2 . E non si dica che è un modulo scolastico”.

Lei ha giocato anche nella Juventus. Chi pensa che la spunterà domenica a San Siro?
“Dico che finirà in pareggio. Sono entrambe squadre attrezzate e staranno attente a tutto: sono in ballo punti importanti. Se dovesse vincere l’Inter, prenderebbe margine. Se dovesse vincere la Juve, avrebbe recuperato all’Inter 8 punti in otto giorni, e sullo slancio potrebbe non fermarsi più”.

Chi vincerà lo scudetto?
“Inter e Juve le vedo sullo stesso piano. Poi c’è il Milan, che sta facendo cose incredibili, anche se fino a poco fa nessuno ci avrebbe scommesso un euro”. 

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