Touré e l’esperienza in Ucraina: “Umiliato dal primo momento. I miei stessi tifosi…”

Il centrocampista racconta la sua triste esperienza nel campionato ucraino, vittima di razzismo

di Gianni Pampinella

Intervistato dal Mirror, Yaya Touré ha rivelato di essere stato vittima di un triste episodio quando a 20 anni si è trasferito nel Metalurg Donetsk, club ucraino. “Dal primo momento mi sono sentito umiliato e poi arrabbiato. Le canzoni imitando una scimmia è stata la cosa peggiore. E a volte cantavano anche i miei stessi tifosi. Ho provato ad abituarmi. M**da nera, m**da nera: vai a casa! Mi hanno detto più volte. E’ stato un momento molto difficile e la cosa peggiore era che dovevo riviverlo in ogni partita. Ricordo di aver chiamato mio padre e gli dissi quello che intonavano i tifosi nei miei confronti: ‘Papà, mi sento davvero male!’. Ma lui mi disse di andare a giocare, di essere forte perché non voleva che mollassi“. Sempre a proposito del padre, il centrocampista ricorda: “Un giorno venne a trovarmi e andò a sedersi. Tutti i bianchi si allontanarono da lui e andarono a sedersi da qualche altra parte. “Cosa c’è che non va, ho un cattivo odore?”, mi chiese. Gli dissi: ‘Papà, ti ricordi quando ti ho chiamato e ti ho parlato della gente che cantava canzoni sul fatto che fossi una scimmia e ti hai detto che dovevo accettarlo?”. Mi ha detto: ‘Sì figlio, è molto brutto’. Era così arrabbiato“, ha concluso Touré.

(Mirror)

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