TS – Inter, occhi puntati sul congresso del Partito Comunista cinese, ma non si parlerà…

I tifosi nerazzurri e quelli rossoneri seguiranno le sorti del Partito Comunista cinese per capire quale piega prenderanno gli investimenti all’estero

di Sabine Bertagna, @SBertagna

Tifosi di Inter e Milan interessati alle sorti del 19° congresso del Partito Comunista cinese. Il calcio moderno è anche questo. Lo evidenzia in un articolo Tuttosport, nel quale racconta come all’esito del congresso sia legata indirettamente la continuità della politica di espansione del calcio varata dall’attuale presidente Xi Jinping: «Ma non si parlerà di pallone», commenta quasi scandalizzato un giornalista cinese. I nuovi equilibri influenzeranno gli investimenti sul calcio. Sono in molti a chiederselo.

I limiti introdotti dalla Federazione cinese: “Tetto di 6 milioni per gli acquisti e 3 milioni netti per gli ingaggi. «Ma non mi sembra che le società si stiano attrezzando davvero. Non stanno pensando
a profili di giocatori meno cari. Sono tutti in attesa. Ed è un peccato perché un atteggiamento
più consapevole potrebbe aiutare una vera crescita del calcio cinese. Altrimenti continueranno
a vincere i pochi club che hanno potenzialità economiche illimitate», commenta Oberto Petricca, avvocato e agente, profondo conoscitore del calcio cinese.”

Suning e l’Inter – “I nuovi assetti politici determineranno anche il destino della stretta agli investimenti all’estero nel settore dello spettacolo, nel quale rientra anche il calcio. E’ un tema al quale è sensibile Suning che è molto attenta ai rapporti col governo e, non a caso, ha frenato le spese estive dopo un reportage critico della tv di Stato. Difficile capire se sarà riaperto il rubinetto del flusso di capitali verso l’entertainment occidentale.”

L’INAFFERRABILE YONGHONG LI – “Diverso il discorso per il Milan che ha speso moltissimo in estate, per merito della leva finanziaria del prestito di Elliott più che per investimenti della proprietà riconducibile a Yonghong Li, talmente inafferrabile da non aver nemmeno preso parte alla presentazione di Milan China a Pechino venerdì scorso. In questo momento la Cina rossonera, più che il luogo geografico della proprietà, rappresenta una speranza di opportunità di mercato.”

(Tuttosport)

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