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Zenga: “L’Inter va in Champions e lotterò perché il Crotone si salvi. Ai miei tempi…”

L'allenatore del Crotone ha parlato dopo la partita del Meazza finita 1-1 contro i nerazzurri

Eva A. Provenzano

Per lui è stata una festa e ci ha guadagnato anche un punto. Walter Zenga ha pareggiato con il suo Crotone la partita contro l'Inter e dopo i novanta minuti ha analizzato la partita con i giornalisti nella sala stampa del Meazza. Queste le parole che vi riporta FCINTER1908.IT presente in conferenza:

-Prima di parlare della gara, come si sente un allenatore ad essere osannato così, quasi come Mourinho? 

La cosa che devo dire è che è sempre così al Meazza quando gioco contro l'Inter. Per me è un affetto che non verrà mai tolto, anche tra dieci anni sarà così. Sembra che ho smesso di giocare un anno fa e invece non mi ricordo più da quando ho smesso. Questo resta sempre al di là del fatto che io sono un avversario, in Curva ci sono sempre stato, ho fatto tutta la trafila e ho onorato sempre la maglia. Se viene qua Mou non prende gli applausi ma bisogna chiamare l'esercito, non esageriamo, non facciamolo arrabbiare. 

-Mandragora?

I nostri giocatori hanno voglia di alzare il limite e hanno voglia di vedere dove possono arrivare. Mandragora merita attenzione, non lo dico ad alta voce perché altrimenti te lo portano via.

-Alcuni in Curva hanno meno di 24 anni e lei entrerà nell'hall fame, che valore ha? 

Come ho detto prima, il fatto che io ho smesso nel '94 perché mi ha mandato via un allenatore perché non ero capace, ormai è passata, ma io non volevo certo andarmene. Il fatto che io abbia finito tanti anni fa e la gente sa chi sono, anche i più giovani, per me è come venire a casa. Questo ti emoziona e ti dà soddisfazione, più di quando si vince un campionato o dei trofei. Ho il rispetto dei tifosi perché li ho sempre rispettato. Il fatto di essere andato oltre alle righe è perché ho sempre tifato Inter anche. 

-Walter Zenga era l'Inter, uno dei problemi di oggi non può essere che nessuno di questi giocatori rappresenta l'Inter?

Con me c'erano Ferri, Bergomi, Baresi, tutta gente che veniva dal settore giovanile. Poi sono cambiati i tempi, una volta era più facile sviluppare la propria carriera nel club di appartenenza e le bandiere sono quelle che restano sempre nella stessa squadra come Maldini o Totti. Sono epoche differenti e non c'è paragone a quei tempi. A 12 anni andavo in Curva, adesso non ci sono paragoni. 

-Il tuo Crotone si salva e l'Inter va in CL?

Farò di tutto perché si salvi e lavorerò con passione per salvarsi. Non ha idea di come questo club lavori perché l'allenatore possa serenamente sbagliare. Ti permette anche di fare meno danni possibili. Se l'Inter arriva in Champions? Sì, dico di sì. 

-All'Inter servirebbe una persona che ama l'Inter come lei come ha scritto Condò? 

E' un po' come leggere Buffa, quando racconta delle cose sei ammaliato. Le proprietà cambiano, bisogna capire mentalità e situazioni, bisogna essere nelle situazioni per giudicare. Nell'Inter c'è Zanetti, non è nato qui ma poco ci manca. Mi fa piacere leggere certe cose ma devo pensare a fare bene il mio lavoro. Nelle ultime due squadre che ha avuto non sono riuscito a fare bene. 

-Al di là del suo ruolo, ha visto in campo una squadra che non funziona? 

Ci può stare che a volte l'Inter sbagli anche perché il Crotone ha fatto una buona prestazione. 

-Quella dell'Inter può essere solo una questione mentale? 

Dalla prima amichevole l'Inter le ha vinte tutte. c'è stata una flessione naturale, ricostruire una squadra che era arrivata in una posizione non consona era un lavoro non semplice per l'allenatore. Qualcosa ho visto nelle ultime partite ma non tutto, è difficile dare un giudizio e spero che dalla prossima partita ne possano vincere altre otto. 

(Fonte: FCINTER1908.IT, dal Meazza Eva A. Provenzano)

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