Joao Mario: “Tifosi grazie del sostegno. Zidane il mio modello. Qui all’Inter…”

Joao Mario: “Tifosi grazie del sostegno. Zidane il mio modello. Qui all’Inter…”

Il centrocampista portoghese si è raccontato al canale tematico nerazzurro.

Joao Mario è il protagonista della puntata odierna di “Caffè doppio“, nuovo format di Inter Channel in cui i protagonisti del mondo Inter si raccontano a 360 gradi, rivelando particolari aneddoti.

Il centrocampista portoghese ha parlato così ai microfoni del canale tematico nerazzurro:

(segui la diretta testuale)

TI PIACE IL CAFFÈ?

Sì, molto. Ne bevo circa tre/quattro al giorno. Quando mi sveglio, dopo pranzo, poi di pomeriggio. La sera, invece, no. Zucchero? Poco. In Portogallo c’è molto caffè ed è molto buono.

I TIFOSI TI VOGLIONO BENE, LO SAI? 

Credo che i tifosi dell’Inter hanno apprezzato il mio modo di giocare, non mi conoscono tanto come persona forse. Mi fa molto piacere, è bellissimo, noi dobbiamo essere non solo buoni giocatori ma buone persone e a me fa piacere che mi apprezzino.

FIGO GIOCAVA QUI. TU CHE MODELLO AVEVI?

Il calciatore che mi ha ispirato non è portoghese, è Zidane.

CAMPIONATI IN PORTOGALLO? 

Si seguono molto il campionato italiano, quello inglese, quello spagnolo, ma anche un po’ il tedesco. Zidane è il primo calciatore che mi ha colpito.

LE TUE CARATTERISTICHE: FORZA FISICA ED ELEGANZA?

Questo campionato è molto fisico, bisogna lavorare sempre di più su questo aspetto, a me piace il contatto nel calcio. Zidane e Rui Costa sono bellissimi esempi per me. Provo ad essere anche elegante.

ABBIGLIAMENTO? 

Non tengo tanto a questo come D’Ambrosio, però mi interessa comunque.

ESPERIENZE PASSATE

Sono nato a Porto, ho giocato lì, poi sono andato allo Sporting, dove ho giocato per 12 anni.

FRATELLI?

Ne ho due, entrambi calciatori, sono più bravi di me (ride, ndr). Uno gioca allo Sporting Braga, uno gioca a calcio a cinque a Lisbona.

FAMIGLIA DI SPORTIVI? 

Mio padre ha giocato ma non a grandi livelli, mio zio anche, poi io e i miei fratelli abbiamo sempre giocato a calcio.

QUANDO HAI PENSATO DI POTER DIVENTARE UN CALCIATORE? 

A 14/15 anni ho pensato di poter diventare un calciatore professionista. Quando ho firmato il primo contratto lo Sporting ho pensato che avrei dovuto dare tutto per diventare calciatore. Dovevo anche studiare, ma poi ho dovuto smettere, troppi allenamenti. Io ho fatto quasi tutto, solo all’ultimo anno mi sono dovuto fermare. Io devo essere professionale al massimo, questo è il mio lavoro. Se facciamo così va bene.

GIORNATA TIPO? 

Sveglia alle 8, colazione alle 9/9.30 in Pinetina, poi allenamento e pranzo. Vivo a Milano da solo, non sono fidanzato. Sto spesso a casa mia, qualche volta a cena fuori. Sono una persona tranquilla. Guardo serie TV, trascorro quasi tutta la serie guardandole. In questo periodo sto vedendo “Le regole del delitto perfetto”, “Quantico”. Ho già visto anche “Narcos”.

AMICI QUI A MILANO? 

Gabigol, Miranda, Eder soprattutto. Parliamo quasi la stessa lingua. Poi ci sono anche miei amici dal Portogallo. In ogni caso con me ci sono mio padre, mia madre, ho il loro supporto.

ALTRI SPORT?

A scuola ho giocato a tennis, basket, però non sono un grande appassionato. Guardo partite di calcio, Real, Barcellona, ma anche le nostre avversarie italiane. Guardo solo per piacere però, perché con il mister analizziamo già tutto.

PING PONG? 

Mi piace molto. Non so se sono più forte di Medel, non ho mai giocato contro di lui.

ITALIA DIVERSA DAL PORTOGALLO? 

Qui fa molto più freddo, ma Milano è una bella città, c’è tutto, solo un po’ diversa da Lisbona. Qui si mangia benissimo, la pasta è buonissima. Sono attento all’alimentazione, non mangio sempre fuori. Spesso cucina qui mia mamma quando sta a Milano. Quando la mia famiglia sta qui sto più spesso a casa, ma andiamo insieme anche a pranzo o cena fuori.

IL TUO INSERIMENTO IN UNA REALTA’ NUOVA?

Già sapevo che all’inizio quando si cambia paese e città c’è sempre un po’ di difficoltà, ma sono sempre stato tranquillo e sereno. Ho sempre saputo di poter migliorare, sono in una grande squadra e ho sempre creduto di poter migliorare, anche a livello collettivo e lo credo ancora.

PARTITA TRAPPOLA CON IL PESCARA? 

Mai squadre facili in Italia, tutte le squadre hanno qualità, intensità, giocatori bravi, dobbiamo essere sempre pronti per giocare e vincere noi. Normale che le motivazioni contro Juve, Napoli, Milan sia diversa. Ma per fare un buon campionato dobbiamo vincere questo tipo di partite qui però.

HAI VINTO CON IL PORTOGALLO…

Un’esperienza unica, ho sempre sognato di vincere da bambino qualcosa con la maglia della mia Nazionale, mai avrei immaginato però questo. La squadra ha molte qualità, Cristiano Ronaldo è la nostra bandiera, il nostro giocatore più importante. Quando viene qui? (Gli chiede in maniera ironica il giornalista, ndr). Sto parlando con lui (ride, ndr). Lui è bravo, si preoccupa per tutti ed è un leader.

MUSICA?

Americana, R&B, un po’ di reggaeton. Ballare e cantare non sono il mio forte.

ALL’INIZIO POCHI GOL?

Ho iniziato da difensore centrale, poi ho giocato da regista. Pioli lo sa? Che ho giocato da difensore centrale non penso. Era anche abbastanza bravo, ma ero molto piccolo.

SALUTO AI TIFOSI? 

Grazie per tutto il supporto che mi hanno dato da quando sono arrivato, spero possano continuare così in casa e fuori.

SOPRANNOMI? 

Mario o Portuga.

(Fonte: Inter Channel)

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