10 CERTEZZE NERAZZURRE

10 CERTEZZE NERAZZURRE

In attesa della decima giornata di campionato, che giovedì sera vedrà l’Inter affrontare il Palermo di Zenga, abbiamo fotografato le 10 sensazioni positive sulle quali i nerazzurri possono e devono fare leva.

1.CHE FORZA! E’questa la più veritiera fotografia dell’Inter, che anche quest’anno, come nei tre precedenti, detta legge sul piano fisico della prorompenza. Una squadra capace di schiacciare e devastare gli avversari, potendo contare su giocatori che all’occorrenza si mangiano il campo e ne diventano i padroni assoluti. Questa caratteristica, almeno in campo nazionale, rappresenta la carta vincente anche nelle situazioni più critiche. Una garanzia.
2.CAPITANO SUPEREROE. I numeri raccontano di un giocatore instancabile (139 partite consecutive, 476 presenze in campionato, al pari di Giacinto Facchetti), che prima di andare in chiesa a sposarsi non rinuncia all’allenamento, che a 36 anni delizia il Meazza con scatti prolungati da atleta professionista e dice di vivere ogni allenamento come una finale o un derby. Motivato, riservato, generoso, efficiente e fortemente interista: ma da quale pianeta proviene?!?
3.SOLO GLI STUPIDI NON CAMBIANO IDEA. Il pubblico di San Siro, si sa, è di bocca buona e spesso molto esigente. Con Muntari era nato, qualche settimana fa, un quasi-caso. Dopo alcune sue imprecisioni e giocate non all’altezza, parte del pubblico aveva deciso che era il caso di fischiarlo. Il giocatore ci era rimasto malissimo, non nascondendo il suo dispiacere. Ieri San Siro era nuovamente al fianco di Sulley Muntari. Non dopo la rete, che doveva in realtà essere un lancio per Eto’o, ma fin dal primissimo recupero, a pochi minuti dall’inizio della partita. Tutto è bene quel che finisce bene.
4.QUALCUNO, PRIMA O POI, LA METTE DENTRO. Ad oggi nell’Inter hanno segnato Muntari, Motta, Maicon, Lucio, Balotelli, Milito, Eto’o, Sneijder e Stankovic. A quando un gol di Julio Cesar?
5.INDIFFERENTE ALLE CRITICHE. Che faccia bene o faccia male, l’Inter è sempre al centro dell’attenzione mediatica. Caputi a Quelli che il Calcio ha sottolineato che la forza dell’Inter è dovuta agli avversari troppo scarsi del nostro campionato. Di Gasperini, dopo Inter-Genoa, si diceva che fosse stato troppo ardito nell’affrontare l’Inter a testa alta. Ieri Atzori è stato aspramente criticato per avere espresso in campo esattamente la mentalità contraria, cercando di contenere e difendersi. Nessuna delle due opzioni si è rivelata essere quella giusta: in questa diatriba, l’Inter avrà forse qualche microscopico merito?
6.LE OCCHIAIE DI MOU. Come ha dichiarato ieri José Mourinho in conferenza stampa, l’Inter ha giocato finora tredici partite con tredici squadre diverse. Il ct nerazzurro riposa male non per gli avversari che (non) incombono, ma per gli improvvisi infortuni, ultimo quello dell’olandese Sneijder. Il turnover è sostanzialmente un’imposizione dei giocatori e non un’arma alla quale gli piace ricorrere. Ma la pressione per un allenatore combattivo come Jose può essere solo uno stimolo…
7.LEGGEREZZE GIOVANILI. Sinceramente non sappiamo se a Mario piacciano le Ferrari. Di Balotelli ammiriamo la presenza in campo, la velocità e la capacità di trasformare un’azione da tranquilla in pericolosa. E’ giovane e questo, molto spesso, ce lo dimentichiamo. Piccole certezze crescono…
8.FAME D’EUROPA. Se la fame di vittorie internazionali si potesse misurare attraverso gli insuccessi, l’Inter dovrebbe essere in pole position per dare una svolta al suo percorso europeo. Se lo aspetta Moratti, la cui tranquilla diplomazia sta vacillando. Se lo aspetta Mourinho, che ieri non ha parlato di garanzia sul passaggio del turno, ma quasi. Se lo aspettano infine i tifosi, che sono stufi di sentirsi ricordare che l’ultima coppa con le orecchie vinta dall’Inter è stata fotografata in bianco e nero…
9.MELODIE CHE ISPIRANO. Se ai cugini rossoneri la musichetta della Champions ispira imprese impossibili, i nerazzurri preferiscono nettamente lo spot della TIM, quello che introduce le partite del massimo campionato italiano. Personalmente sono d’accordo con il nostro Capitano: entrare a far parte della leggenda vincendo il 5° (ripeto, 5°!!!) scudetto consecutivo della storia nerazzurra non ci farebbe poi così schifo…
10.IL NUMERO 10. Stiamo parlando senza ombra di dubbio del migliore acquisto portato a casa dai nerazzurri negli ultimi anni. Quando il passaggio dal Real era ancora un semplice rumor di calciomercato, nei blog madrileni i tifosi supplicavano di non venderlo. E a vedere quello che fa in regia, mettendo una zampata in tutte le azioni e smistando palloni nell’ottica di un calcio attento alla qualità del gioco non gli si può dare torto. Contro il Catania Wesley Sneijder ha raccolto dagli spalti del Meazza un’ovazione. Segno che il talento abbozzato nel derby, sfoggiato contro il Genoa e puntualmente riconfermato nell’anticipo di sabato è diventato una certezza dell’Inter di quest’anno. Auguriamo al numero 10 di rientrare al più presto in campo: contro il Kiev una partita da 10 in pagella ci farebbe proprio comodo…Da clonare!
 

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