Inter, la Champions condizione essenziale per Suning. Con la qualificazione quasi 50 milioni

Inter, la Champions condizione essenziale per Suning. Con la qualificazione quasi 50 milioni

Per sistemare il bilancio e fair play l’Inter deve per forza ottenere la qualificazione

di Andrea Della Sala, @dellas8427

L’ingresso in Champions può dare all’Inter la possibilità di giocare in una competizione gloriosa, ma è importante soprattutto per i milioni che il club incasserebbe con la qualificazione.

“I milioni della Champions segnano, da tempo ormai, la differenza tra l’aristocrazia del calcio e il proletariato. Però c’è squadra e squadra. Non soltanto perché una quota rilevante dei premi è distribuita in base al ranking storico di ciascun club. La Champions può essere una gioia effimera, oppure una scialuppa per salvare i conti, o ancora una rampa di lancio nel processo di crescita. Le italiane in lizza per i due posti in bilico hanno storie, bacini d’utenza, progetti, basi economiche profondamente diversi: gli effetti della Champions variano. Prendete l’Inter. Nel piano di espansione globale immaginato da Suning per i nerazzurri, la permanenza in Champions rappresenta una condizione essenziale”, spiega La Gazzetta dello Sport.

Già la scorsa stagione, senza quei ricchi proventi, il fatturato dell’Inter al netto delle plusvalenze aveva sfiorato quota 300 milioni. I quasi 50 milioni incassati quest’anno di premi Uefa, oltre all’incremento del botteghino e delle sponsorizzazioni, spingeranno i ricavi nerazzurri oltre i 350 milioni, non lontani dalla Juve pre-Ronaldo (411 nel 2017-18). Una seconda stagione in Champions consentirebbe all’Inter di perpetuare il progetto di crescita e di restare in linea con il fair play. Cosa che auspicano il Milan, che deve tornare in Champions per rinverdire il marchio su cui Elliott ha scommesso, e la Roma, le cui tensioni finanziarie – senza la Champions – renderebbero inevitabile il sacrificio di qualche pezzo pregiato. Certo, l’impatto maggiore a bilancio, in proporzione, lo avrebbe un club come l’Atalanta che ha un fatturato strutturale (stadio-sponsor-diritti tv) di circa 80 milioni: la trentina di milioni di premi Champions (gare al Mapei Stadium) sarebbe un bel colpo, ma c’è da giurare che le strategie di Percassi, attento all’equilibrio gestionale, non cambierebbero, con l’obiettivo semmai di trattenere le stelle”, si legge sulla rosea.

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