MOU, UN SILENZIO CHE VALE ORO

MOU, UN SILENZIO CHE VALE ORO

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Il calcio parlato ha per un’infinità di persone (sottoscritta in testa) un fascino irrinunciabile, talvolta inspiegabile; occasione ricca il turno infrasettimanale di ieri, che offriva un invitante banchetto per gli addetti ai lavori e gli appassionati del pallone. L’Inter veniva da una sofferta vittoria a Cagliari, durante la quale aveva giocato alla bella addormentata che aspetta di essere svegliata dal suo Principe; Mourinho, oltre a 3 punti vitali, rimediava anche un’espulsione per proteste, aggiudicandosi la tribuna per Inter-Napoli.
Sulla carta la sfida contro i partenopei sembrava cosa non eccessivamente impegnativa, ma in pochi avrebbero scommesso sulla prestazione messa in campo dai nerazzurri ieri sera. Al secondo minuto di gioco, in un festoso balletto davanti alla porta del Napoli, Samuel Eto’o spinge la palla in rete, replicato appena tre minuti dopo da un Milito impressionante per reti prodotte (5 partite, 5 gol), che sul filo del fuorigioco, devia in maniera definitiva il corso della partita. Devastante la forza dei nerazzurri, che dialogano con precisione e assaltano la porta avversaria incontenibili e affamati; anche Lucio, imponente in zona difensiva, viola la porta partenopea e a nulla serve la zampata di Lavezzi, completamente dimenticato dalle retrovie dell’Inter.
Ieri a parlare è stato soprattutto il campo e la brutta Inter di pochi giorni fa è stata lietamente archiviata tra i ricordi. Finalmente, dopo averlo ammirato nel derby e intuito nella partita contro il Barca, il gioco di Mourinho è venuto a galla. A chi da qualche tempo si chiedeva che cosa il portoghese avesse portato di suo all’Inter si potrebbe consigliare la visione della partita di ieri. Fa niente che a sedere sulla panchina fosse il suo secondo, Beppe Baresi: l’opera orchestrata in campo era sua. “Abbiamo realizzato tutto quello che avevamo preparato alla vigilia” ha dichiarato Samuel Eto’o al termine dell’incontro, prova che Josè qualcosa da dire, oltre che nelle conferenze stampa, ce l’ha. Il campionato è appena incominciato e le occasioni per riprendere schermaglie e concedere dichiarazioni scottanti non mancheranno.
Lo sanno i giornali, che alla quinta giornata ridimensionano il concetto di corsa scudetto e fuga definendo (giustamente) quello dell’Inter un sorpassino. Lo sa Leonardo, che più che affidarsi alla colonna sonora della Champions deve trovare il modo di ringalluzzire un attacco spento, che anche con Pato in campo e Ronaldihno in panchina, non ne vuole sapere di segnare. Lo sa Cassano, che già in estate scherzava con la stampa sullo scudetto alla Samp (fermata ieri dalla Fiorentina). L’inedito Mourinho di ieri sera non ha deluso. A parlare solo l’antica voglia di calcio giocato. E un silenzio che vale oro…
 

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