MOURINHO: “ETO’O VIENE A GENOVA SOLO PER GIOCARE. ARNAUTOVIC? SOCIETA’ VALUTA OGNI MINUTO”. THIAGO MOTTA OUT, NO COMMENT SU PANDEV

MOURINHO: “ETO’O VIENE A GENOVA SOLO PER GIOCARE. ARNAUTOVIC? SOCIETA’ VALUTA OGNI MINUTO”. THIAGO MOTTA OUT, NO COMMENT SU PANDEV

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Ecco le dichiarazioni di José Mourinho durante la conferenza stampa di oggi, alla vigilia del match contro il Genoa di domani sera:

Mourinho: come si dice ‘Bauscia’ in portoghese?
“Non ha una traduzione diretta”.

Samuel Eto’o seguirà la squadra a Genova a prescindere dall’allenamento in programma nel pomeriggio di oggi?
“No. Deve allenarsi e dimostrare che è nelle condizioni di giocare. Non mi sembra opportuno portarlo a Genova solo per farlo viaggiare”.

Domani ritroverà in panchina Gabriele Oriali, quanto è importante che sia stato confermato nell’organico nerazzurro consierato il rapporto particolare che ha instaurato con lui?
“Mi fa piacere e sono soddisfatto, ma anche prima del rinnovo del contratto era vicino a noi. Il contratto non porta grossi cambiamenti perchè è sempre stato vicino a noi, un appoggio positivo e, dopo un anno, posso dire che Oriali è un amico oltre ad essere un professionista. Vive nell’ambiente nerazzurro da tanti anni e credo sia giusto che rimanga all’interno del suo club del cuore”.

Qualcuno ha parlato di un Marcello Lippi ‘alla Mourinho’ dopo lo sfogo che il c.t. ha avuto con la stampa al termine di Italia-Cipro…
“Non so che cosa sia successo”.

Spesso l’Inter ha dovuto modificare un sistema di gioco in relazione alle condizioni dei giocatori. Ha già tutte le idee chiare sulla squadra da schierare domani a Genova?
“Non sono ancora in grado di dire chi potrà giocare e chi no domani. Per tutta questa settimana ci siamo allenati con pochi giocatori della prima squadra e con qualche ragazzo della Primavera; poi sono via via arrivati Stankovic, Chivu, Sneijder e ancora non sono arrivati nè Julio Cesar nè Maicon nè Suazo che, nella gara di domani, diventa ovviamente un giocatore molto importante per noi. È impossibile dire chi sarà convocato, immaginate se posso essere sicuro di chi scenderà in campo e come. Quello che posso dire è che abbiamo avuto tante difficoltà dall’inizio del campionato, ma quando abbiamo giocato con la squadra ideale, quella con i cinque giocatori che si sono uniti ai già presenti per migliorare il nostro gruppo, abbiamo vinto sempre e abbiamo sempre giocato bene. Quando sono stati assenti due, tre o quattro di loro, abbiamo avuto chiaramente più difficoltà, ma siamo sempre stati una squadra equilibrata, che va in campo per vincere e vince tanto, pareggia qualche volta e che perde molto poco. Anche la sconfitta rimediata contro la Sampdoria è nata all’interno di una partita equilibrata, nella quale non abbiamo giocato male. Per questo motivo, come o con chi giocheremo domani, saremo sempre una squadra molto difficile per il nostro avversario”.

Un giudizio sul Genoa.

“È una buona squadra, difficile da affrontare, ma se lei facesse la stessa domanda a un giocatore o all’allenatore del Genoa, credo che le direbbero che anche l’Inter lo è”.

Dovrebbe aver sentito le dichiarazioni rilasciate dal c.t dell’Argentina, Diego Armando Maradona, dopo la qualificazione al Mondiale del 2010…
“No, ho guardato la partita dell’Italia per vedere Santon e quella dell’Argentina perchè era tra le poche decisive nell’ultimo turno, ma al fischio finale non mi sono preocupato di quello che è stato detto o fatto dai rispettivi c.t”.

Come giudica la prestazione di Mario Balotelli nella gara di martedì scorso con l’Under 21? Anche Mourinho crede che Suazo sia un attaccante con delle caratteristiche particolari?

“Esclusi quelli veramente top che sono adatti a tutto, a tutte le condizioni e a tutti i tipi di gioco, gli attaccanti in generale sono adatti a un determinato modo di giocare. Suazo, nella sua migliore condizione, è un attaccante molto, molto veloce che se ha spazio diventa pericoloso. Forse, la partita di domani sarebbe adatta alle sue caratteristiche perchè affronteremo una squadra che non gioca con dieci giocatori dietro la palla o dietro il centrocampo. La filosofia del Genoa non è questa.
Per quel che riguarda l’Under 21, ho visto la gara e Mario. Secondo me, non ha fatto nè di più nè di meno rispetto agli altri”.

Per i suoi attaccanti quello che arriva sarà un periodo importante?
“Non mi piace mai personalizzare su due o tre giocatori la responsabilità di una squadra. Siamo una squadra e giochiamo come tale, nello stesso modo in cui, nella fase difensiva gli attaccanti giocano un ruolo importante, in fase offensiva anche i difensori possono esserlo. Non mi apsetto che i nostri attaccanti prendano palla a centrocampo e realizzino un gol alla Maradona con quattro, cinque o sei dribblig e 50 metri di corsa palla al piede. Non mi aspetto questo, ma un gioco di squadra. è come squadra che siamo diventati campioni l’anno scorso, è come squadra che, se pur con infortuni importanti, siamo in testa alla classifica quest’anno ed è ancora come squadra che dobbiamo giocare a Genova e conquistrare un buon risultato”.

Con Milito infortunato, per Balotelli quella di domani potrà essere l’occasione per una crescita?
“Preferisco non parlare di questo. Mario è un giocatore come gli altri. Deve fare bene tutti i giorni, in tutte le partite e uò avere qualche giorno meno positivo come tutti”.

Secondo Mourinho, vale la pena fare un ivestimento tanto importante per comprare un giocatore come Marko Arnautovic?
“Credo che il club abbia fatto molto bene nel senso che l’investimento prevede che il club abbia tempo sufficiente per capire se il giocatore potrà essere un buon affare o meno. Qualche volta nel calcio si rischia e qualche volta gli investimenti sono un po’ ciechi, non è possibile sapere prima. Questa è una situazione nella quale il club acquisterà il giocatore secondo alcuni parametri, fino ad ora non ha fatto quest’investimento e per questo motivo credo che ogni allenamamento e ogni minuto disputato in più da Arnautovic sia importante affinché la società capisca se deve fare o non fare questo investimento”.

Nell’amichevole disputata a Piacenza, Arnautovic è sembrato avere più difficoltà rispetto a un mese fa. Lei come vede il cammino del giocatore?
“Preferisco non commentare questo con la stampa”.

Mourinho: il presdiente Enrico Preziosi ha parlato dell’Inter come di una squadra ‘con tante figurine’ e del Genoa come di un gruppo che può giocarsela alla pari con i nerazzurri. Che cosa ne pensa?
“Non penso nulla”.

Come giudica la prova di Davide Santon in campo mercoledì scorso con la nazionale italiana?
“Non ha cambiato in nazionale quello che sta facendo nel club, nè in meglio nè in peggio”.

Secondo lei Goran Pandev potrebbe essere utile a questa squadra?
“Il mercato è chiuso e riaprirà a gennaio”.

Quella di domani contro il Genoa è una gara che l’Inter deve affrontare consapevole delle proprie condizioni o andrete allo stadio “Ferraris” per fare la solita gara?
“Ma la solita dell’Inter è sempre una partita che si gioca per vincere. Poi, ovviamente, dipenderà da come si comportarà l’avversario, ma non mi sembra che il Genoa sia una squadra che permette al suo avversario di giocare 90 minuti nella sua metà campo, è una squadra troppo forte per poter lasciare l’avversario condurre la partita come e quando vuole e con il ritmo che vuole. Credo sia un tipo di partita domanda-risposta e risposta-domanda, giochiamo noi-difendete voi e viceversa: come tutte le partite contro il Genoa sarà una sorta di dialogo, non certo un monologo. In questo senso l’Inter dovrà saper difendere molto bene perchè il Genoa è una squadra che, se si proietta in attacco, può creare difficolta per la sua velocità e quando siamo noi ad aver palla tenteremo di far gol. Siamo una squadra che segna praticamente sempre, in tutta la stagione non abbiamo segnato solo contro la Sampodoria. Anche il Genoa segna sempre, forse non l’ha fatto solo nella trasferta a Udine che ha perso 2-0 e, infatti, sono Inter, Genoa e Roma le uniche tre squadre ad aver realizzato 14 gol. Si fanno sempre tantissimi commenti sul gioco di una squadra, su com’è e su come dovrebbe essere ma, alla fine, sono le statiche ad essere pragmatiche e oggettive e le statistiche dicono che ci sono solo tre squadre che hanno realizzato 14 reti – noi, la Roma e il Genoa – , che solo una squadra ha la più alta percentuale di pericolosità – e questa è l’Inter- e che c’è un’altra squadra che ha maggior possesso palla e l’Inter in questo è seconda. Per questo motivo, credo sia una partita di dialogo e non un monologo”.

Thiago Motta potrà essere in campo domani?
“No”.

Domani giocheranno sia Balotelli che Suazo?
“Potrebbero giocare tutti e due, ma anche nessuno dei due. Abbiamo disputato una grande partita contro la Juve a Pescara nel Trofeo Tim abbiamo fatto bene senza attaccanti di ruolo, in campo c’erano Quaresma e Mancini….”.

Oggi Mourinho sembra avere una personalità molto inglese: un po’ fredda e distante, perchè?
“Non è così, ma ho già parlato mezz’ora ieri con Inter Channel e se parlo al canale tematico nerazzurro significa che parlo con tutti perchè tutti guardano e sentono”.

Oggi l’Inter si allenerà per la prima volta sui nuovi campi. È importante?
“È molto importante, lo è per me, per i giocatori, per l’Inter e per il suo futuro, non solo per oggi. Sappiamo tutti che questa struttura è in piedi da tanti anni, che a poco a poco si potrà cambiare e questo è un cambiamento fondamentale: l’anno scorso non abbiamo potuto praticamente lavorare tra dicembre e febbraio perchè i campi sui quali ci allenavano erano in condizione drammatica; i giovani della Primavera non avevano mai avuto la possibilità di lavorare qui con la prima squadra, lo spazio di tanti metri quadrati è molto più adatto al lavoro rispetto all’avere un solo campo singolo. In questo momento abbiamo tutto qui: la possibilità di lavorare con la Primavera, la possibilità di definire lo spazio di lavoro di cui abbiamo bisogno, tecnologicamente abbiamo il meglio, pochissime squadre in Europa hanno dei campi con questa capacità di riscaldamento che non soffre nè ghiacchio nè neve, abbiamo delle condizioni di lavoro fantastiche. La società ha risposto molto, molto, molto bene alla mia richiesta e questo è qualcosa che rimane. La sensazione negativa che ho avuto quando sono arrivato qui un anno e mezzo fa, non si ripeterà quando arriverà un altro allenatore al mio posto perchè adesso i campi sono bellissimi e fantastici per lavorarci”.

Se il presidente Moratti e l’Inter chiedessero a Mourinho di costruire un’Inter che dai Pulcini ai Giovanissimi cominci ad avere un’impronta di gioco come, ad esempio, quella dell’Ajax…
“Stiamo lavorando a poco a poco, con tranquillità. Siamo insieme in un progetto, adesso abbiamo la struttura ci permetterà di avere i ragazzi della Primavera vicino a noi. Non è ovviamente facile, ma stiamo lavorando in questa direzione. C’è comunicazione tra tutti noi e, come dicevo prima a proposito di Oriali, anche con tutti i rappresentanti del Settore Giovanile c’è un rapporto professionale ma anche d’amicizia. Siamo amici, lavoriamo tante ore nello stesso spazio, c’è comunicazione e un rapporto di lavoro molto positivo. Sono io il primo a dire che non mi interessa se l’Inter vince contro il Milan il derby Primavera o se chiude la stagione al primo o al terzo posto, voglio solo che tutti i giovani giocatori nerazzurri abbiano la giusta tranquillità e le giuste condizioni per lavorare nel modo che, stagione dopo stagione, arriverà in prima squadra qualche giocatore che possa avere un futuro con l’Inter del grandi”.

Le piacerebbe creare una scuola del calcio che si occupi dei più piccoli oltre che dei grandi o ha un carattere per il quale dopo un po’ di tempo ha voglia di cambiare e andare altrove?
“No, non si tratta di me, ma dell’Inter. Credo che le scuole di calcio siano poche, occorrono anni, anni e anni per costruirle e io mi sento parte integrante di questa evoluzione. Per la personalità che ho, posso dire che scelgo sempre di essere in un club dove mi piace tanto stare, se invece mi dovesse piacere e basta, già non avrei una certa voglia di rimanere. È stato sempre così per me. In questo momento mi piace tanto stare qui e penso solo a questo”.

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