Conte cambiato, non appiattito. Ma ci crede? Follia chiedere l’esonero: c’è chi trama per…

L’editoriale di Alfio Musmarra per Fcinter1908: Antonio Conte è finito sulla graticola dopo i risultati deludenti dell’Inter in questo inizio di stagione

di Alfio Musmarra, @IlMusmy

Possiamo girarla e rigirarla come vogliamo, vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti e purtroppo o per fortuna sono l’unico dato che conta. Perché quando alla fine devi tirare le somme, scopri che in 9 partite ne hai vinte solo 3 pareggiate 4 e perse 2.

Ultimo nel girone di Champions con due pareggi e una sconfitta, 5 gol subiti e 4 fatti. Nessuno scontro diretto vinto in campionato: un pari con la Lazio e sconfitta nel derby, 15 gol fatti e 10 subiti. I giocatori d’esperienza Kolarov e Vidal ad oggi stanno deludendo. Si può parlare di sfortuna, si possono cercare tutte le attenuanti del caso, ma quando alla fine continui a balbettare è evidente che qualcosa non vada e chi deve trovare in fretta una via d’uscita è l’allenatore, chiamato al capezzale dei nerazzurri per fare il salto di qualità.

MOMENTO STORTO MA NIENTE SCUSE

Diciamocelo: potevamo aspettarci un anno fa qualche problema iniziale non quest’anno. Soprattutto con una squadra che bene o male ha già chiari dei concetti di gioco. Tuttavia il calcio è fatto di momenti e sicuramente la squadra non sta attraversando un periodo fortunato tra infortuni, casi di coronavirus e situazioni di campo: prende gol alla prima occasione e fatica a concretizzare l’enorme mole di gioco espressa. Ma non può e non deve diventare una scusante.

Ognuno di noi ha la propria ricetta per uscire dalla crisi, siamo un popolo di allenatori, ma davvero urge trovare un equilibrio tattico.  La fase difensiva ormai è diventata il tallone d’Achille a cui porre rimedio. Non si capisce la pervicacia con cui ci si ostini a giocare a 3 dietro pur non avendo un reparto difensivo con caratteristiche adeguate. Conte persevera a parlare di fiducia, di strada intrapresa, ma modificare un dogma è segno di intelligenza. Che poi non vuol dire necessariamente ripudiare un’idea di gioco, ma magari rimandarla. Ritrovare stabilità difensiva potrebbe essere un primo passo per ridare fiducia ad una squadra che vuole attaccare a testa bassa, ma che poi alla prima difficoltà va ko come un pugile suonato. Bisogna ritrovare compattezza, al di là di tutte le negatività di questo periodo. Quanto si potrà ancora attendere prima di cambiare qualcosa?

Non credo sia un discorso di lesa maestà, non penso che ci si debba vergognare di nulla. C’è tutto per far bene, tutto il tempo per recuperare a patto però che non diventi una crociata.

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ASSURDO CHIEDERE LA TESTA DI CONTE

E con questo è giusto prendere posizione e fugare dubbi o dietrologie spicce.

Non ha senso iniziare chiedere la testa dell’allenatore: è autolesionismo puro. Ricordiamoci di avere sulla panchina uno dei migliori tecnici in circolazione e non facciamoci trascinare da chi trama per vederci implodere, perché non ve lo diranno mai ma quelli che oggi puntano il dito lo vorrebbero di corsa sulla propria  panchina.

È un po’ come il discorso su quell’attaccante dell’Inter di qualche anno fa: quando era da noi veniva criticato per qualunque cosa facesse lui e sua moglie (non che non se le andassero a cercare col lanternino intendiamoci ), salvo poi volerlo fortissimamente nella propria squadra. Prima alla Juventus oggi al Milan. Ma è sempre il solito discorso che già conoscete. Ecco perché non bisogna lasciarsi travolgere dagli eventi e dalla frustrazione. La Champions è parecchio compromessa, ma il campionato è ancora tutto da giocare a patto che ci si creda davvero.

Ed è questa la domanda da un milione di dollari: Conte ci crede ancora? Perché mediaticamente sembra anestetizzato, tutti ci siamo accorti di un cambio sostanziale sotto il profilo mediatico che non si traduce con un appiattimento sotto il profilo dell’approccio quotidiano al lavoro. Anzi. Ma serve una svolta e già domenica con l’Atalanta un’eventuale vittoria potrebbe ridare fiato ad un ambiente depresso al di là di ogni ragionevole aspettativa.

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