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Cordoba: “All’Inter devi vincere. Icardi? La fascia è arrivata troppo presto. Su Lautaro…”

Andrea Della Sala

L'ex difensore dell'Inter ha parlato in vista del derby di domenica

Domenica sera l'Inter avrà l'occasione per riemergere dalla crisi in cui è piombata. La squadra di Spalletti afronterà il Milan di Gattuso, in quello che sarà un derby fondamentale anche in ottica Champions. Del derby, ma anche del momento dell'Inter e del mercato, ha parlato un grande ex difensore dell'Inter: Ivan Ramiro Cordoba. Queste le sue parole ai microfoni di Calciomercato.com:

È sempre il derby della Madonnina o i cinesi lo hanno riformato?

“È sempre il derby e contro ci sono sempre Inter e Milan che se la giocano. La passione rimane intatta, tramandata proprio da quelle antiche sensazioni che solo una partita unica come il derby può far provare. Tutto va al di là delle proprietà straniere, che adesso avranno bisogno di un po’ di tempo per capire quale e quanta sia la passione dei tifosi, che qui vivono il calcio in modo diverso”.

Qual è stato il suo derby speciale?

“Penso al 4-3 dove abbiamo rischiato di pareggiare, ma anche all’ultima stracittadina. Ho finito la carriera giocando un derby e il mister mi ha messo dentro in un momento non troppo tranquillo per la squadra, ma abbiamo vinto 4-2 ed è stato bellissimo. Ho sognato fin da bambino un addio così, ho sempre pensato che avrei voluto lasciare da giocatore e non da ex giocatore. Ci avrei messo la firma”.

Nei tanti derby che ha giocato, c’è un gol che non si toglie più dalla testa?

“Il 3-2 di Adriano nel derby del 2005-2006, veniva da un momento difficile. Una liberazione pazzesca anche perché per lui ho un grande affetto e abbiamo cercato in tutti i modi di stargli vicino ma a volte il destino devi prenderlo per come ti viene. Abbiamo festeggiato molto quel gol. Adriano poteva diventare il più forte del mondo, aveva tutto. Se proprio vogliamo trovargli un difetto possiamo dire che non usava molto il destro, ma tanto non gli serviva. Faceva tutto con il sinistro, la testa e il corpo”.

Il compagno di squadra più forte mai avuto?

“Ronaldo. Calciatori così nascono una volta ogni cento anni. Ma ci tengo a dire che mi sento molto orgoglioso di aver giocato con Javier Zanetti, che nel frattempo è diventato molto più di un compagno di squadra, e con Roberto Baggio. Ricordo che da ragazzo lo guardavo ai Mondiali del ’94, era un’icona, era “il codino”, e io ci giocavo insieme qualche anno dopo”.