Coronavirus, scelte le date per recuperare le 2 giornate di A perse. “Coppa Italia salta, si gioca…”

Coronavirus, scelte le date per recuperare le 2 giornate di A perse. “Coppa Italia salta, si gioca…”

Nuova ipotesi per il recupero delle due giornate di campionato perse fino al 3 aprile

di Marco Macca, @macca_marco

Sospese tutte le attività sportive fino al 3 aprile (almeno) il calcio e la Serie A si interrogano su come sarà possibile completare un campionato ancora tutto da definire, tra date intasate ed europei incombenti. Da qui al 3 aprile non verranno giocate due giornate di Serie A. Trovare le giuste soluzioni sta diventando sempre più difficile, anche perché il coronavirus non sembra voler allentare la sua morsa. I massimi organi del calcio italiano stanno però studiando il da farsi.

Come riportato da Repubblica, al vaglio ci sono varie ipotesi. Per esempio, quella di “cancellare il ritiro-vacanza della Nazionale al Forte Village che il ct Mancini aveva chiesto dal 25 maggio e destinare quella settimana (fino al 31 maggio) alla disputa delle due giornate di campionato perse, facendo saltare la Coppa Italia (che potrebbe essere giocata ad agosto). Ma il 27 e il 30 maggio sono in programma anche le finali di Europa League e Champions: se una o più italiane fossero impegnate, sarebbe un problema“, si legge.

Il grande interrogativo riguarda l’eventuale stop definitivo del campionato qualora l’emergenza sanitaria dovesse continuare ancora oltre il 3 aprile. In questo caso, secondo Repubblica, ci sarebbe l’ipotesi clamorosa di ‘allungare’ per la prossima stagione la Serie A a 22 squadre (QUI TUTTI I DETTAGLI). Ma le domande riguardano, ovviamente, anche le competizioni europee:

Il governo ha inserito nel decreto una deroga per la disputa delle partite europee sul territorio italiano: si giocherà tranquillamente, sarà poi la Uefa a dover scegliere se continuare fino in fondo. Certo se il contagio si estendesse su questi livelli al resto d’Europa sarebbe quasi inevitabile arrivare a uno stop delle manifestazioni. Ma la competenza è dell’Uefa“.

(Fonte: repubblica.it)

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