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Cottarelli: “Contatto con l’Inter. Business plan a novembre: ecco i dettagli”

Marco Astori

Le parole dell'economista e fondatore di Interspac: "C’era stato un approccio con la società e ci avevano risposto in modo negativo. Questa volta non è stato così"

Carlo Cottarelli, economista, tifoso dell'Inter e fondatore di Interspac, ha concesso una lunga intervista ai microfoni di Tuttosport. Domani, infatti, sarà presentato ufficialmente il progetto di azionariato popolare a Milano e Cottarelli spiega il tutto così: «Sarà il primo seminario inerente al tema. Non vorrei creare aspettative troppe grosse. Non sarò l’unica persona ad intervenire all’evento, ovviamente. Darò così qualche indicazione sul nostro percorso. Abbiamo quasi completato – spero – la selezione del nostro consulente, in modo tale da preparare il business plan e tutto il programma dettagliato che poi verrà presentato all’Inter. I tempi sono leggermente più lunghi di quanto mi aspettassi, il che significa che slitteremo a novembre».

Lo scorso giugno avete lanciato sul vostro sito il questionario per l’azionariato popolare. Quali sono stati i risultati? Come è andato?

«Molto bene. I dati più dettagliati saranno forniti soltanto domani (anche se ufficiosamente si parla di oltre 100 mila persone che hanno espresso le proprie preferenze, ndr). Quello che posso dire è che io, a livello personale, ho trovato una metà di interisti che non conosceva il questionario. Si può quindi raddoppiare l’impatto rispetto ai numeri che emergeranno. Noi non abbiamo realizzato in pratica quasi nessuna spesa di promozione. Ci sono tanti interisti che non abbiamo ancora raggiunto».

Perché con l’azionariato popolare i conti delle squadre di calcio sarebbero migliori?

«Semplice, si rimpiazzerebbe un debito con il capitale dei tifosi che non vuole essere remunerato. In pratica l’Inter riceverebbe dei soldi attraverso i propri sostenitori. E attraverso tali liquidità verrebbe ripagato per l’appunto quello che è il debito».

Spiegata in questi termini, l’operazione è sicuramente chiara. Ma sembra pure quasi facile da realizzare. Non dobbiamo dimenticare però che ci sono sempre degli aspetti di svariata natura di cui tenere conto.

«Questo è il motivo per cui si devono immettere soldi superiori a quello che è il valore del capitale di una squadra, perché tali denari vengono destinati a ripagare il debito, o una parte dello stesso ovviamente».

Con l’azionariato popolare l’Inter sarebbe comunque stata costretta a vendere Achraf Hakimi e Romelu Lukaku?

«Bisognerebbe analizzare caso per caso. Resta tuttavia la certezza che se tu ogni anno risparmi trenta milioni di interessi, allora sicuramente puoi permetterti di fare tante cose».

Suning però non vi ha ancora ricevuti.

«In realtà c’è stato un contatto con la società, ma non posso svelare più di questo».

«Presenteremo sicuramente una proposta dettagliata alla società nerazzurra».

A InterSpac hanno aderito tantissime celebrità. Da Bertolino a Bonolis, da Max Pezzali a Ligabue. Decine e decine di tifosi vip vi supportano. È stato difficile convincerli?

«Per nulla. Io ho provato ad interfacciarmi con loro e a chiedere se fossero interessati. La risposta è stata immediatamente positiva. Evidentemente la nostra idea piace».

Il discorso però vale anche per chi è stato una bandiera sul verde dell’Inter, storici calciatori di fama mondiale come Marco Materazzi e Walter Zenga, due che raffigurano più di qualcosa per i sostenitori nerazzurri.

«Esattamente. Pure loro sono una rappresentanza molto importante di chi crede fermamente nel nostro progetto. Bene così».

Cosa è cambiato rispetto agli anni precedenti, quando il tutto era stato momentaneamente accantonato e messo nel cassetto?

«C’era stato un approccio con la società e ci avevano risposto in modo negativo. Questa volta non è stato così. Se l’Inter non fosse (stata) interessata ad ascoltarci, lo avrebbe comunicato anche pubblicamente».

Gli auspici quindi sono più che buoni.

«Io resto prudente, non voglio suscitare entusiasmi prematuri. Resta comunque un progetto difficile da realizzare, questa è la mia linea».