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ESCLUSIVA Brehme: “La mia Inter era gruppo, i conflitti si risolvono dentro! A questa squadra serve…”

Andrea Della Sala

FCINTER1908 ha intervistato in esclusiva l'ex terzino dell'Inter dei record

L'Inter domani sera si giocherà l'accesso alla prossima Champions League contro l'Empoli. In vista di questa delicata sfida, la squadra nerazzurra riceve anche la carica di un grande nerazzurro del passato, Andreas Brehme (profilo Instagram @andibrehme). Ecco le parole dell'ex terzino tedesco intervistato in esclusiva da FCINTER1908:

Lei ha fatto parte dell’Inter dei record di Trapattoni, che cosa manca all’Inter per poter tornare a essere una squadra top sia in Italia che in Europa?

"L'Inter ha già una buona squadra, ma si può sempre migliorare. Credo manchino pochi altri passi per ritornare nuovamente al top. Devono vincere le partite a San Siro e credo che questa sia una delle cose che l'Inter deve migliorare". 

Nella sua Inter c’erano tanti campioni, ma anche tanti leader e un capitano come Beppe Bergomi. Nel vostro spogliatoio sarebbe potuto succedere un caso con quello di Icardi? All’argentino è stata tolta la fascia ed è rimasto fuori dal campo per lungo tempo.

"Nella mia Inter c'era uno spirito di squadra sensazionale. I piccoli conflitti venivano gestiti all'interno dello spogliatoio e ognuno lottava per i compagni".

Dopo di lei la fascia sinistra dell’Inter non ha praticamente più trovato un vero proprietario; si sono alternati tanti giocatori, ma nessuno sul lato mancino è riuscito a convincere come aveva fatto lei. Qual è stato il suo trucco? Esiste un nuovo Brehme?

"Credo che sia importante in quella posizione riuscire a giocare con entrambi i piedi. Ed è una cosa che si può allenare e imparare con la pratica. E' molto importante e il Trap mi ha insegnato tanto sotto questo aspetto".

L’attuale inno dell’Inter è ‘Pazza Inter’ perché si dice che con la squadra nerazzurra non si può mai stare tranquilli, ci si può sempre aspettare di tutto. Ha avuto anche lei questa sensazione col mondo interista?

"L'Inter negli anni '90 era una squadra chiara e forte. Eravamo una squadra concreta e avevamo solo qualche piccolo up and down, ma c'era grande compattezza".

Lei ha vissuto la presidenza di Pellegrini, dopo è arrivato Moratti. Entrambi due imprenditori con grande passione. Ora alla guida dell’Inter c’è Suning, una grande azienda cinese; come vede questo passaggio a un proprietà straniera? Pensa che possano riportare il club ai vecchi splendori?

"Non si può paragonare l'industria del calcio del mio periodo e quella di adesso. Oggi viviamo in un mondo globale e quasi ogni squadra di successo ha investitori stranieri". 

Che tipo era Trapattoni? 

"Il mister era un giocatore fantastico e un allenatore incredibile. Un grandissimo esperto e maestro di calcio, ma c'è una cosa più importante: un grandissimo uomo con tantissima personalità".

Domenica potrebbe essere l’ultima partita di Spalletti all’Inter, poi arriverà molto probabilmente Conte. Pensa che possa essere la scelta giusta?

"L'Inter si deve concentrare sulla prossima gara delicata, non sulle altre questioni. E non voglio commentare quelle che saranno le decisioni interne della società".

Tra poco il mercato entrerà nel vivo. Di cosa pensa possa avere bisogno l’Inter per tornare al vertice? Se la sente di consigliare almeno un nome che secondo lei potrebbe fare al caso dell’Inter?

"Queste sono decisioni che dovrà prendere la dirigenza sportiva del club, ma credo che la squadra sia sulla strada giusta. Spero che questo weekend l'Inter si possa qualificare per la Champions League".