Fassone voleva battere Suning in Cina: ricavi Milan China imbarazzanti, confronto impietoso

Fassone voleva battere Suning in Cina: ricavi Milan China imbarazzanti, confronto impietoso

Il bilancio ufficiale del Milan fa emergere il fallimento del progetto cinese

di Redazione1908

Non solo un rosso da 126 milioni di euro, anche il totale fallimento dell’espansione in Cina del Milan. Fassone e il Milan cinese, targato Yonghong Li, hanno completamente “bucato” il progetto di espansione orientale. A testimoniarlo, i dati del bilancio ufficiale, riportati da Calcio e Finanza.

“Il bilancio del Milan avrebbe dovuto conseguire una quota di ricavo, al netto del player trading, pari a 273 milioni per l’esercizio 2017/2018.

La composizione del fatturato sarebbe dovuta essere la seguente:

  • ricavi da broadcasting (esclusi diritti UEFA): 99 milioni;
  • ricavi da stadio: 23 milioni;
  • ricavi da sponsorship & marketing: 61 milioni;
  • ricavi dal mercato cinese (poi esteso al mercato asiatico, in seguito alla revisione del business plan): 90 milioni”

Soprattutto quest’ultima voce è stata totalmente disattesa: i ricavi dal mercato cinese, che quest’anno si sarebbero dovuti attestare a 90 milioni, sono stati di 606.000 euro. E, secondo il business plan Fassoniano, i ricavi dalla Cina sarebbero dovuti salire a 225 milioni nel 2022.

Al contrario, l’Inter di Suning sul piano commerciale vola, avendo raggiunto nel 2017 la ragguardevole cifra di 130,1 milioni di euro, undicesima in Europa. Battuta persino la Juve, nonostante i sette scudetti di fila. E molti di quei ricavi vengono ovviamente dalla Cina, patria di Suning.

In totale, i ricavi dalla Cina incidono per il 27% sul fatturato 2017 dell’Inter e si attestano a quota 74,8 milioni. Un’enormità, soprattutto se confrontati con i 606.000 euro fatturati da Milan China. E nel 2018 sono entrati altri 37 milioni di sponsor cinesi.

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