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L’Inter ha cambiato Inzaghi e Inzaghi ha cambiato l’Inter: ma c’è un compito nel 2022

L’Inter ha cambiato Inzaghi e Inzaghi ha cambiato l’Inter: ma c’è un compito nel 2022

Arrivato con l'obiettivo di chiudere nei primi 4 posti, Inzaghi ha dimostrato fin da subito di avere grande fame ed ambizione

Matteo Pifferi

L'ufficialità dell'arrivo di Simone Inzaghi all'Inter, datata 3 giugno 2021, ha rappresentato un turning point non di poco conto. In quel giorno, definitivamente, si era chiusa un'era, quella targata Antonio Conte. Un allenatore che ha riportato i nerazzurri al vertice del calcio italiano con tanto di Europa League persa in finale l'anno prima, a dimostrazione di come il tecnico salentino abbia saputo modellare il gruppo secondo il proprio credo. Conte ha spremuto il gruppo, estrapolando il valore fin lì in parte dei giocatori. Inzaghi è approdato alla Pinetina con ben altre aspettative e in un momento societario tutt'altro che idilliaco. Il diktat di Zhang era chiaro, il mercato avrebbe dovuto essere low-cost con una riduzione drastica dei conti, tanto da rendere necessaria la partenza immediata di Hakimi. L'affaire Lukaku, poi, ha creato, ad agosto, una super-plusvalenza per la società ma ha depotenziato la rosa del suo giocatore più iconico. Il bomber assoluto della squadra, uno dei volti dello Scudetto.

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Numeri e segnali

Inzaghi si è presentato ad Appiano con la carica giusta e con l'umiltà dei migliori, non volendo stravolgere un assetto consolidato da anni e proseguendo sulla falsariga tattica di quanto fatto alla Lazio, con il 3-5-2 che aveva messo in risalto, nella Capitale, i giocatori di punta e portato in dote alla società due Supercoppe e una Coppa Italia, oltre ad una qualificazione in Champions League. Grandi risultati che hanno convinto la dirigenza dell'Inter ad assegnargli le chiavi della macchina 'scaricata' da Conte. E, finora, Inzaghi ha fatto anche meglio del suo predecessore. Dal match perso con la Lazio in poi, nella squadra è scattata la scintilla. L'Inter vince, convince, diverte, segna tanto (104 in tutto il 2021, record all-time, ma ben 49 solo nel girone d'andata). In più subisce poco e offre uno spettacolo ad ogni partita, concretizzando talvolta meno di quanto effettivamente crea.

Inzaghi ha avuto la capacità di liberare i giocatori, resi più forti ma meno 'spontanei' dallo spartito di Conte, dando lo spazio alla creatività dei singoli. "Il calcio di oggi è soprattutto occupazione degli spazi. E allora per libertà intendo questo: io lascio liberi i giocatori di decidere, di scegliere il momento. Anche perché dalla panchina, specie ora che è tornato il pubblico, non si riesce a incidere più di tanto. Si può organizzare la fase difensiva e quella offensiva, noi la curiamo tantissimo con video e sedute ad hoc. Ma poi le decisioni sono dei giocatori, in tre secondi di partita devono capire e agire con competenza. La partita è un insieme di scelte: quelle migliori le fanno le squadre più forti, quelle che vincono i trofei", ha dichiarato alla Gazzetta dello Sport proprio Inzaghi. Parole che sanno di manifesto dell'idea di calcio attuale di un allenatore giovane, con le idee chiare, e capace di evolversi anche fuori dal campo. I risultati gli stanno dando ragione ma, anche dopo pareggi o sconfitte o quando la classifica non sorrideva, non si è lasciato sopraffare da desideri di polemiche o lamentele.

Alla Lazio accadeva non di rado, all'Inter Inzaghi ha puntato sulla forza del lavoro che, sul campo, ha prontamente ripagato. Inzaghi sta dimostrando di essere ambizioso e perfezionista, non lesinando anche una frecciatina pubblica a chi ha tratto giudizi affrettati in estate. "Adesso fa comodo a tutti dire che l’Inter è la favorita, a fine agosto non era così".  Il 2021 si è chiuso oltre ogni più rosea aspettativa ma il 2022 si apre con un compito da portare a termine. I 4 punti in più sul Milan e i 7 sul Napoli sono un buon vantaggio su cui costruire le basi per un nuovo ciclo in Italia con l'ambizione di tornare tra i grandi in Europa. Il test con il Liverpool, ad oggi, appare proibitivo. Le partite con il Real Madrid, però, hanno dimostrato che, sul piano del gioco, i nerazzurri sono attrezzati per giocarsela con i migliori. In 180' tutto può succedere, restando pur consapevoli che il percorso intrapreso dalla nuova Inter di Inzaghi, avviatosi in salita e controvento, inizia a mostrare un panorama allietante.

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