Inter, mancano alternative. Conte è senza panchina e i numeri gli danno ragione

Inter, mancano alternative. Conte è senza panchina e i numeri gli danno ragione

Il tecnico dell’Inter non è quasi mai riuscito a cambiare la gara con gli ingressi dalla panchina, mancano alternative si attendono rinforzi

di Andrea Della Sala, @dellas8427
Antonio Conte all'Inter

L’Inter ha bisogno di rinforzi. Il tecnico dei nerazzurri Antonio Conte non vede l’ora della sosta natalizia per recuperare gli infortunati e per accogliere eventuali rinforzi dal mercato. L’Inter è in difficoltà numerica in alcuni reparto, Conte è a corto di alternative e quando prova a cambiare la gara in corso non ci riesce. Come sottolinea Gazzetta.it, i numeri confermano questo andamento:

“L’incidenza – scarsa, praticamente nulla – è nei fatti. Nei numeri, se così è giusto misurare l’effetto degli uomini panchina sull’Inter. Antonio Conte ragiona sugli 11, è dagli 11 che ha avuto il massimo del profitto. Ma molto difficilmente è riuscito a cambiare il corso di una partita pescando da chi inizialmente è rimasto fuori, almeno non dal punto di vista realizzativo. Gli indicatori sono quelli più visibili, ovviamente, dunque quelli in termini offensivi: gol e assist”.

“C’è un motivo se dietro Lukaku e Lautaro c’è il vuoto. E se a centrocampo e in fascia Marotta e Ausilio vanno a caccia di rinforzi. Il numero è quasi clamoroso: delle 21 partite stagionali disputate fin qui dai nerazzurri – 15 di campionato e le sei del girone Champions – solo in una gara Conte ha avuto un contributo determinante in positivo sul risultato finale. Avvenne al debutto in Champions, quando in casa contro lo Slavia Praga fu Barella – subentrato a Brozovic nel secondo tempo – a fissare il pareggio a tempo scaduto. Fine della storia, perché se è vero che nel linguaggio del fantacalcio anche l’appoggio di 5 metri a Candreva dello stesso Barella per l’eurogol in Inter-Lecce – 26 agosto, prima di campionato – va considerato assist, in termini pratici non può esser certo definito quello un contributo decisivo. Si dirà: non tutto è misurabile con gol e assist. Vero, si pensi ad esempio all’ingresso in campo di Esposito in casa col Dortmund. Ma se vale la legge di Conte – “il calcio è semplice, alla fine conta se fai gol o no” -, vale anche quel che il tecnico dice e pensa su una rosa poco profonda. Sì, i numeri gli danno (amaramente) ragione”, spiega Gazzetta.it.
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