Il tecnico dell'Inter vuole il francese del Chelsea, individuato come il rinforzo ideale per i nerazzurri. Ora bisogna cedere per acquistarlo

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L'Inter si raduna oggi ad Appiano Gentile per la preparazione, Conte non avrà la rosa definitiva a disposizione. Mancano i nazionali, ma soprattutto gli elementi scelti per rinforzare la rosa. In arrivo Kolarov e Vidal, ma il tecnico aspetta un suo pallino per il centrocampo.

"L’impatto economico dell’emergenza coronavirus e la conseguente indicazione di “austerity” arrivata dalla Cina ha portato alla rinuncia a Tonali, può far sì che scappi Kumbulla, suggerirà scelte più oculate su fascia sinistra e quarta punta. Ma da Kanté non si prescinde, o almeno si proverà a non prescindere. Il nome del centrocampista era cerchiato in rosso nell’ideale lista di Antonio Conte. Come un anno fa per Lukaku, il tecnico è convinto che sia lui a permettere il salto di qualità: intorno a lui può essere rifondato il centrocampo, per lui bisogna fare ogni sforzo. Il messaggio è stato recepito e condiviso dalla dirigenza, l’ultima volta dopo la riunione riparatrice di Villa Bellini. Poi certo, nella lista c’era anche “l’arretrato” Vidal. Arturo ci sarà, l’estate di “fuoco e fiamme” a Barcellona ha reso l’operazione low-cost. Non sarà così per il francese: il Chelsea, nel pieno di un rinnovamento e di spese “pazze” è disposto a cederlo, e già questa è una notizia. Ma lo farà per almeno 50 milioni, che Marotta e Ausilio dovranno trovare con le cessioni", spiega La Gazzetta dello Sport.

Inter, all in per Kanté

"C’è una via lunga, tortuosa ma indolore che consisterebbe nel mettere insieme la somma con le cessioni degli esuberi. E una più diretta, ma che prevede un sacrificio, che passa dalla cessioni di un big. Al momento non se ne scarta nessuna: nel mercato depresso le offerte, per entrambe le categorie, non fioccano. Però, da qui al 5 ottobre non si mollerà la presa, perché N’Golo vale. L’ultima stagione con Lampard potrebbe aver fatto sorgere dei dubbi a qualcuno. Chi ha visto il match di sabato Svezia-Francia ha sentito il classico rumore “puff” dei dubbi che svaniscono", aggiunge Gazzetta.

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