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Lautaro si scusa, Calhanoglu si prende i rigori: le nuove gerarchie dagli 11 metri

Lautaro si scusa, Calhanoglu si prende i rigori: le nuove gerarchie dagli 11 metri

La Gazzetta dello Sport si sofferma sui rigoristi di casa Inter dopo la vittoria per 3-2 di ieri contro il Napoli

Alessandro Cosattini

Le gerarchie di casa Inter dagli undici metri. "Stamattina (ieri, ndr) in allenamento Lautaro, Calhanoglu e Perisic hanno calciato dal dischetto tre volte ciascuno e sono stati nove gol. Così ho detto “fate voi”. Hakan è in grandissima forma, ha carattere e personalità, non l’avrei mai cambiato se non avesse il preso il giallo”, ha svelato Simone Inzaghi subito dopo il match alla domanda sul rigorista della sua Inter. E così Hakan Calhanoglu segna ancora dagli undici metri dopo il gol nel derby, Lautaro Martinez ritrova il gol su azione invece (dopo aver fallito il penalty nel derby) e si scusa. Sono loro due i grandi protagonisti del successo di ieri per 3-2 con il Napoli.

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Ne parla così La Gazzetta dello Sport: “Scusate se sono serviti tre mesi per vincere uno scontro diretto. Scusate se vi ho fatto disperare per 50 giorni: c’è tutto, in quel gesto di Lautaro dopo il gol. Avrebbe potuto mostrare le orecchie, l’argentino, come fanno molti suoi colleghi criticati dopo un periodo poco fortunato. Avrebbe potuto togliersi un po’ di polvere dalle spalle, altra gestualità molto abusata nel mondo del pallone. Il Toro ha fatto altro. Ha messo la mano sul cuore e poi l’ha alzata, verso i tifosi”, si legge. Si scusa il Toro, che lascia un rigore pesantissimo a Calhanoglu.

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È una delle grandi novità di ieri sera, che Inter-Napoli lascia in eredità per presente e futuro. “Che potesse cambiare il rigorista era nell’aria dai giorni post derby. La staffetta è stata vincente e concordata, Lautaro ha incoraggiato Calhanoglu prima della battuta. E sì che la gerarchia sui rigori ora è cambiata, indietro non si torna al netto delle sensazioni sul momento. «So di calciarli bene – ha raccontato il turco –, ne ho segnati tanti. Ma non è importante chi tira, fondamentale era vincere e lo abbiamo fatto. Gol e assist? Conta la squadra, conta salire in classifica: altre volte la vittoria ci era sfuggita, oggi no». Ed è merito anche di questo ragazzo che sta prendendo in mano l’Inter, come se il derby di 15 giorni fa l’avesse sbloccato, come se la squadra abbia imparato a riconoscerlo come una fonte di gioco credibile”, si legge sulla Gazzetta. Calhanoglu, Lautaro Martinez e poi Perisic: sono queste le nuove gerarchie di casa Inter dagli 11 metri.

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