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Maicon: “Quando fai il Triplete in una società come l’Inter, rimani nella storia. Mourinho…”

Gianni Pampinella

Il Colosso ricorda il Triplete del 2010 e parla del condottiero di quella squadra: José Mourinho

Nella nuova puntata de "I signori del calcio", il protagonista della trasmissione di Sky Sport è Maicon. Il Colosso con la mente al 2010, anno del Triplete di cui il brasiliano è stato uno dei protagonisti indiscussi: "Per me sicuramente il momento più importante di quella Champions è stato a Kiev, contro la Dinamo. Perché lì abbiamo cambiato la nostra stagione. Poi con il Barcellona: mi ricordo bene quando Thiago Motta è stato espulso, abbiamo parlato fra me Lucio, Samuel, Chivu e Zanetti, e ci siamo detti: “Ragazzi adesso dobbiamo dimostrare il nostro lavoro in difesa, perché oggi dobbiamo far vedere cosa facciamo in allenamento”. E così è stato, abbiamo difeso bene, perché Eto’o faceva il terzino sinistro, Pandev faceva il terzino destro. A noi serviva difendere. Quindi è andata bene. In quel momento per la gente è facile pensare che dopo che passi con il Barcellona prendi il Bayern Monaco e vinci. Ma non è così, era una partita difficile, l’abbiamo affrontata nel migliori dei modi ed è andata bene alla fine perché abbiamo fatto una partita secondo me perfetta. È difficile vincere il Triplete. Però sono dei bei ricordi, perché quando arrivi a fare una cosa del genere in una società come l’Inter, sicuramente rimarrai nella storia per sempre. La gente si ricorda sempre di questi momenti speciali che rimarranno per sempre. Un ricordo bellissimo, 60 mila persone alle 6 del mattino a San Siro non è una cosa normale. È stato un regalo a tutti, ai tifosi, alla società, ai giocatori. Ognuno ha dato il meglio per fare la storia di questa società".

MOURINHO: "È stato corretto con tutti […] ha detto quello che voleva dai giocatori, e tutti hanno capito subito che personaggio era. Quando è arrivato lui è iniziato il momento che il Presidente voleva, quello di vincere una competizione importante. Quando lui è arrivato abbiamo capito subito che quello era il momento. Aveva dato un foglietto ai giocatori e lì diceva tutto quello che voleva da ognuno. Qualcuno ha letto, qualcuno no, e quelli che non hanno letto hanno sbagliato, perché lì c’era tutto. Nel mio modo di pensare, lui è bravissimo a mettere i giocatori in condizione".

I DERBY DI ROMA E MILANO: "Il derby romano è una partita veramente speciale. Il mio primo derby tutta la gente diceva: “Dai, adesso dobbiamo vincere il derby”. Perché era successa quella finale di Coppa Italia che la Roma aveva perso. E quindi il primo derby successivo lo dovevi vincere. È andata bene perché abbiamo vinto 2-0, ed è stato perfetto. La partita che sentivo di più però era il derby contro il Milan, perché è un derby speciale. Come abbiamo vinto il primo, è stato importante. Sentivo di più la partita contro il Milan che contro la Juve".

(napolimagazine.com)