Padelli: “Per me l’Inter è casa, il mio punto d’arrivo. Con Handanovic non si passa”

Padelli: “Per me l’Inter è casa, il mio punto d’arrivo. Con Handanovic non si passa”

Il secondo portiere nerazzurro è stato il protagonista di Inter Player One in onda su Inter Tv

di Eva A. Provenzano, @EvaAProvenzano

Il protagonista di questa sera di Inter Player One è un numero uno, all’Inter è il numero 12, il secondo portiere nerazzurro, Daniele Padelli. Vi riportiamo quanto ha detto l’estremo difensore: «Il calcio è il sogno da bambino, lo sport della mia vita. E’ diventato il mio lavoro”.

-Qual è il tuo rapporto col calcio fuori dal campo?

Prima guardavo qualche partita in più, ora con moglie e figlio meno. Ho altre cose da fare ma se ci sono gare interessanti le guardo volentieri. 

-Qual è il tuo rapporto con l’Inter? 

La maglia dell’Inter l’ho sentita addosso da subito. Tutta la mia famiglia è sempre stata nerazzurra, mio figlio lo sarà anche. Per me l’Inter è casa, è il mio punto di arrivo di quando ero bimbo. Sono arrivato.

-Cosa hai imparato sull’Inter? 

E’ un top club, viverlo da dentro è qualcosa di inimmaginabile, è tutto un’esperienza meravigliosa. 

-Chi sono i compagni con cui vai più d’accordo?

Mi trovo bene con tutti, passo tanto tempo con Ranocchia (voglio farvi sapere che personaggio è per questo faccio le storie), Berti, Handanovic. Stesso ruolo, per quello, siamo un gruppetto. 

-Il posto preferito di Padelli a Milano?

Mi piace il parco Sempione con il Castello, porto lì il mio bambino a giocare, così lo faccio sfogare.

-Cosa vuol dire essere portiere per Padelli? 

Essere diverso dagli altri. E poi sapere che dove gli altri mettono i piedi tu ci devi mettere la testa, è una cosa particolare, un po’ filosofica. 

-Se non avessi fatto il calciatore?

Non ne ho idea. Da piccolino mi piacevano molto i benzinai, il profumo della benzina, probabilmente avrei fatto quello.

-Cosa hai imparato da grande…?

Ne ho imparate tante, soprattutto qui. Tipo essere sempre al cento per cento, vivere ogni allenamento al cento per cento perché non si sa mai cosa può accadere. 

-Che città ti piace? 

New York, sono innamorato di quella città e ci torno anche quando posso fare scalo. Sia io che mia moglie ne siamo innamorati.

-Che musica ti piace? 

Dipende dai momenti. Prima della partita musica più adrenalinica. 

-Il viaggio che ti piacerebbe fare?

Mi piacerebbe visitare l’Oriente. Siamo stati in Giappone e mi è piaciuto molto e vorrei andare ad approfondire la loro cultura. 

-I 5 portieri dell’Inter…

Al primo posto metto Handanovic, il più forte di tutti. Al secondo Pagliuca. Al terzo Julio Cesar perché ha vinto il Triplete, quarto posto Toldo perché fisicamente gli assomiglio e quinto Peruzzi, esplosività pura. All’Inter ci sono stati tanti fenomeni in questo ruolo, è quasi impossibile fare la classifica. 

-Il libro che hai letto per ultimo?

Angeli e Demoni.

-Altri sport?

Mi piace vedere le partite di tennis. 

-Piatto preferito?

Polenta di papà, contorno della mamma sennò si offende. E poi il classico, la lasagna della nonna che però adesso non fa più. 

-La tua passione fuori dal calcio?

Dire il mio piccoletto è scontato, però è così. Quando non sono qui passo il tempo per lui e quella è la mia passione. Questa estate ho provato a fare sci d’acqua, ho provato e mi è piaciuto. 

-Come hai conquistato tua moglie?

E’ stata dura. L’ho incontrata per caso in compagnia, lei usciva da una storia importante e lei non voleva saperne di me. L’ho corteggiata diverso tempo e poi alla fine ha deciso di venire a prendere un caffé con me, ci siamo conosciuti meglio e siamo andati a convivere quasi subito. 

-Le tue sensazioni quando è nato tuo figlio Diego?

Una sensazione forte, indescrivibile. E’ nato in piscina in casa, con me dentro la piscina. E’ stata una cosa che se posso consigliarla lo faccio, un’emozione che rimane dentro. 

-Perché Diego?

Un nome corto, non facilmente spiegabile. Ci piaceva Diego, ad entrambi.

-Che padre sei?

Chiedetelo a lui… Io faccio del mio meglio, lui mi insegna delle cose e io insegno a lui, ogni giorno è una scoperta. 

-La scelta più importante della tua vita?

Chiedere a mia moglie di sposarmi. 

-Quando sei stato più felice? 

Quando è nato mio figlio, ma ci sono stati tanti momenti felici. 

-Stai giocando la partita più importante della tua vita, sensazioni? 

Non mi faccio prendere troppo dall’emozione e resto concentrato, succede quel che succeda. 

-Emoticon e Inter…

Con Handanovic una chiave col lucchetto, non si entra. Borja Valero è un professore. Ranocchia, sempre sui social. Berni, un giramondo, ha visitato più posti lui che tutti noi messi assieme. E’ anche una rockstar, segue musica e concerti e a tavola non salta una portata da quando è nato e poi può essere anche l’emoticon del pagliaccio, lo racchiude bene. Politano? Il biberon perché è il piccolo. E chi sono io? Meglio non parlare: la scimmietta silenziosa. 

(Fonte: Inter TV)

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