"Se dovessimo decidere domattina alle 7 ci sarebbe la Cattedrale ma non decideremo domani mattina". E Antonello rincara

Scaroni

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"Non date per scontato che ci sarà la Cattedrale". Lo ha detto il presidente del Milan Paolo Scaroni durante un incontro a Milano in merito al progetto presentato per il nuovo stadio di San Siro nel 2019.

"Se dovessimo decidere domattina alle 7 -continua - ci sarebbe la Cattedrale ma non decideremo domani mattina, purtroppo dico io. Quindi ci riteniamo liberi, mostriamo un rendering che è quello ufficiale del progetto di fattibilità tecnica ed economica".

Scaroni

L'amministrazione delegato dell'Inter Alessandro Antonello, sottolinea che, quello presentato in questi giorni per il nuovo stadio Meazza, "non è un progetto esecutivo. Di conseguenza l'obiettivo dello studio di fattibilità è di identificare un'area, dare dei volumi e dare un'idea di ingombro dell'area. Quello che succederà nella fase di progettazione esecutiva partirà dai vincoli che oggi abbiamo in base al progetto di fattibilità tecnico-economica e da lì si svilupperanno quelle che sono le idee architettoniche".

Stadio, il progetto Populous per il nuovo San Siro

Populous, il progetto interno

L'ad dell'inter continua ribadendo che "abbiamo selezionato Populous perché quella proposta architettonica ci era piaciuta. Oggi siamo qui invece a dire che il progetto di fattibilità tecnico-economico richiede determinati volumi e determinati ingombri. Poi sulla soluzione architettonica avremo tempo di ragionare nella fase di progettazione esecutiva".

Nuova Cattedrale di Populous

Scaroni conclude dichiarando che "se un processo decisionale prende 3, 4 o 5 anni, in quel lasso di tempo possono succedere tante cose. Eravamo partiti dicendo 'costruiamo 160mila metri quadri' e adesso sono 100mila. Poi dovevamo fare le cose in certi tempi, e adesso cambia la proprietà. Se nel nostro Paese per prendere decisioni ci si mette 10 anni, alla fine tutto cambia, tutto si muove. Voglio dire non è che noi rimaniamo fermi per sempre: di fronte a questi tempi così lunghi, il mondo non fa che cambiare. Pensate, il Milan ha cambiato proprietà, non dico niente, quindi succedono delle cose anche esterne a quello che le amministrazioni vorrebbero"

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