Skriniar: “Resto all’Inter, voglio vincere: rinnovo vicino. Spalletti e i 100 mln? Non ci credevo”

Il giocatore nerazzurro si è confessato con TuttoSport e ha detto la sua anche su attaccanti come Belotti, Icardi e Cristiano. Senza dimenticare gli obiettivi del club

di Eva A. Provenzano, @EvaAProvenzano
 
«Tutti sapete che io voglio rimanere all’Inter, ho un grande rapporto con la società e con i direttori. Stiamo parlando e siamo vicini all’accordo. Firma a febbraio? Troveremo il momento migliore per farlo». E’ una promessa d’amore che se sarà mantenuta farà molto felici tanti tifosi nerazzurri. Milan Skriniar ci ha messo poco a conquistare i cuori interisti e lo ha fatto con prestazioni sul campo che hanno fatto ricordare bei tempi in difesa. In un’intervista rilasciata a TuttoSport ha mandato un messaggio a chi lo segue: «Non ho ancora vinto nulla e sono venuto all’Inter per vincere, qui manca da tempo la vittoria di un trofeo e tutti sognano di tornare a vincere, se riuscirò a farlo con questa maglia addosso sarei ancora più felice», ha detto e sembrano parole d’amore.
LE PAROLE DI SPALLETTI –«Dice che valgo 100 mln? Ho pensato stesse scherzando. L’ha detto dopo la partita col Barcellona ma non ci credevo e quando me lo chiedevano dicevo che non era vero. Fa piacere, ma più che una questione di soldi si tratta di quanto riesco a dare sul campo. I discorsi sui soldi non mi creano pressione». 
I GOL – «Quest’anno ancora zero? Io e De Vrij saliamo sui calci piazzati, lui ne ha fatto uno io ancora non ho segnato, magari è sfortuna. Creiamo molto ma non riusciamo a concretizzare, dobbiamo fare più attenzione ai dettagli. A me gasa molto non fare entrare i gol degli altri quando il risultato è sullo zero a zero o mi piace segnare per sbloccare la partita. Il nostro obiettivo è non prendere gol così basta segnare anche solo una rete per vincere. Mi è rimasta l’attitudine da centrocampista ad impostare il gioco».
BELOTTI, ICARDI E RONALDO – «Come si marcano? Contro il primo ho giocato diverse partite, è un attaccante, forte, completo, è sempre in movimento, ci sono tanti duelli da fare e dovrò restare sul pezzo novanta minuti. Maurito l’ho affrontato quando ero alla Samp, è un attaccante di quelli che magari per dieci minuti non lo vedi, poi spunta, tocca un pallone ed è gol. E’ difficile marcarlo perché se cali in attenzione ti colpisce, meglio avere a che fare contro chi ti tiene impegnato tutta la gara. In ogni caso per preparare le partite guardo tanti video, anche qualcuno in più rispetto a quelli che prepara lo staff di Spalletti. Cristiano Ronaldo è veloce con la palla tra i piedi e i cambi di direzione, ma a Torino siamo riusciti a limitarlo abbastanza».
TORINO – «Sarà una gara che dipenderà molto da come si metterà, se segnassimo subito magari sarebbe più semplice, il Sassuolo per esempio ci ha messo in difficoltà col palleggio».
DIFENSORI – «Per me il più forte del mondo è Sergio Ramos, ha vinto tanto, segnando anche. Mi piace Van Dijk e guardo tanto David Luiz e Thiago Silva. Godin? All’Inter può portare esperienza e mentalità vincente. Lui è uno che ha vinto dei trofei, può darci una grossa mano e aiutarci a diventare più forti. De Vrij? Abbiamo buon feeling e siamo compagni di stanza in ritiro, ma non parliamo sempre di calcio. Quello dell’Inter è un gruppo fantastico, siamo molto legati, prima passato tanto tempo con Pinamonti, ma mi trovo bene con tutti, i più divertenti sono D’Ambrosio, Candreva, Brozovic e Ranocchia».
SPALLETTI – «Non ha problemi con nessuno, è bravo come allenatore, è diretto e parla a lungo per spiegare meglio certe situazioni».
LA JUVE –«Se ripenso agli scontri diretti, alcuni li abbiamo persi, ma per episodi. A Torino l’ultima volta abbiamo creato due-tre occasioni dove potevamo passare in vantaggio, poi hanno segnato loro su una nostra disattenzione. Hanno questa forza, prendono pochi gol e poi vincono grazie ai giocatori forti che hanno e noi dobbiamo migliorare su questo, vincere anche la partite in cui non facciamo bene». 
EUROPA LEAGUE – «Dobbiamo provare ad arrivare più avanti possibile, non è la CL ma arrivare in fondo sarebbe comunque importante. In Coppa non è andata bene, ma ho ricordi belle, come la vittoria sul Tottenham all’ultimo minuto: esaltante. E bella la musichetta all’inizio…».
LOBOTKA – «Se dovessi consigliare un connazionale all’Inter sarebbe lui, può diventare fortissimo, so che lo avevano seguito, Ausilio mi ha chiesto com’era e io gli ho detto che per me è pronto per giocare nel campionato italiano».
(Fonte: TuttoSport, 24-1-2018)
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