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Vecino si è preso l’Inter: l’uruguayano ha cancellato i sogni estivi Nainggolan e Vidal

Fabio Alampi

Il centrocampista nerazzurro si appresta ad affrontare la sua ex squadra, il Cagliari

C’è chi rimane schiacciato dall’etichetta col prezzo e chi in un paio di mesi trasforma lo scetticismo in applausi. L’arrivo di Matias Vecino all’inizio non ha certo scaldato il cuore dei tifosi interisti che si aspettavano Nainggolan o Vidal e non capivano perché invece venisse pagata alla Fiorentina la clausola da 24 milioni per l’uruguaiano. Il 26enne di Canelones però si è preso l’Inter passo dopo passo. Più del pur pesante gol alla Roma, a farlo entrare nel cuore dei tifosi è stata la prestazione del derby. Persi per infortunio Brozovic e Joao Mario, Spalletti riforma la coppia Vecino-Gagliardini, con Borja trequartista a modo suo. Matias è appena sceso dall’aereo, reduce da due sfide molto intense per qualificare a Russia 2018 l’Uruguay di cui ormai è una colonna. Nessuno però se ne accorge, perché l’ex viola «martella» Biglia e Kessie, ma soprattutto riparte appena può. Nel finale, alla faccia della stanchezza, prima manda fuori di un soffio il destro del 3-2 su assist di Candreva, poi piazza uno strappo alla Gerrard (o alla Berti, per restare in ambito interista) che porta all’angolo da cui nasce il rigore decisivo di Icardi. Eccolo l’uomo capace di giocare box to box, il tuttocampista invocato in estate. Perché anche contro le altre big Vecino ha giocato alla grande, soprattutto a Napoli e contro il Torino, dove ha preso due pali (e sono 3, con quello di Verona). Una presenza ormai imprescindibile, viste anche le cifre Opta. Matias recupera più palloni rispetto alla media di ruolo del campionato (6,62 contro 4,48) e ne perde meno (9,62 contro 10,14), ma soprattutto effettua 56,77 passaggi positivi a gara (30,65 di ruolo) e va al tiro 1,77 volte contro l’1,05 dei colleghi. Quella di stasera poi sarà una gara speciale per lui. Tra il gennaio e il giugno 2014 infatti la Fiorentina lo prestò proprio al Cagliari. Sotto la guida del connazionale e attuale allenatore dei sardi Diego Lopez, che lo conosce bene e lo volle con forza, Vecino fece innamorare i tifosi con 9 presenze e due gol, malgrado un infortunio che gli fece saltare l’ultimo mese. L’Inter non può dipendere sempre da Icardi (13 gol sui 25 totali) o Perisic (4). Serve il contributo anche dei centrocampisti. Vecino prende la mira.

(La Gazzetta dello Sport)