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ESCLUSIVA Avv. Rombolà: “Inter e plusvalenze, chiariamo. Il -30 è ‘bonus’. Mercato? Ecco cosa cambia”

Daniele Vitiello

L'avvocato esperto in Diritto dello Sport e Docente Luiss è intervenuto ai microfoni di Fcinter1908.it

Luce in fondo al tunnel, finalmente. L'Inter è uscita dal regime di settlement agreement, come ufficializzato nel pomeriggio di ieri proprio dalla Uefa, e si appresa a vivere una fase molto diversa, sempre con uno sguardo attento al bilancio, ma con maggiore libertà di manovra rispetto al passato. Per capire quali sono gli effetti di questo comunicato, abbiamo intercettato - in esclusiva per Fcinter1908.it - l'avvocato Carlo Rombolà, esperto in Diritto dello Sport e Docente Luiss.

L'Inter adesso rientra nel regime normale di fair play finanziario. Quindi potrà chiudere a -30 il prossimo triennio?

"Posto che, come correttamente osservi, l’Inter rientra a pieno titolo nel normale regime di Fair Play Finanziario, questo non significa che i nerazzurri potranno, da ora in poi, operare senza alcun vincolo, ma che dovranno comunque sottostare al rispetto di regole precise, anche se meno restrittive rispetto al recente passato. Più precisamente, i nerazzurri avranno l’obbligo di evitare una perdita netta aggregata superiore ai 30 milioni di euro nell’arco di un triennio: il – 30, in altre parole, è un bonus che il Club potrebbe decidere di “giocarsi” in questa sessione di mercato, la prossima o quella dopo".

Ci saranno ripercussioni già su questa sessione di mercato?

"Al netto delle considerazioni appena fatte, immagino di sì, poiché sin dalla prossima sessione di calciomercato (leggasi: da luglio, perché sino al 30 giugno gli obblighi permangono) il Club sarà libero di orientare le sue scelte imprenditoriali verso mere logiche di investimento sportivo".

Negli ultimi giorni ancora si leggeva di 40 milioni di plusvalenze da fare entro il 30 giugno per chiudere il discorso settlement agreement. Questo comunicato cancella questa necessità?

"Caduti i legacci del settlement agreement – un accordo con la Uefa che ha imposto al Club, dal 2015 ad oggi, importanti limitazioni per rientrare nei parametri dell’FPF – adesso l’Inter non ha più l’obbligo di generare plusvalenze. Detto ciò, è bene sapere che le plusvalenze rimangono un toccasana per il bilancio di qualsiasi Club, Inter compresa: la differenza rispetto al recente passato è che prima erano vitali per i nerazzurri, mentre adesso diventano, per così dire, meno urgenti, ma sempre e comunque utili al raggiungimento degli obiettivi posti dal Fair Play Finanziario e dalla cosiddetta break even rule, la regola che impone ai Club di non spendere più di quello che guadagnano (se non con una minima tolleranza)".

"Credo di sì. Adesso l’Inter avrà, per la prima volta dopo anni, maggiore libertà di investimento, pur nella consapevolezza che esistono, come già detto, delle norme da osservare. A questo proposito, non si può fare a meno di notare che l’approccio della nuova proprietà, improntanto al rigoroso rispetto delle regole, è stato decisivo per ottenere l’approvazione dell’Uefa, che, come dimostrato dal recente deferimento del Manchester City, non ha più intenzione di transigere in materia di FPF".

Quanto l’eventuale esonero di Spalletti a fine stagione rischierebbe di limitare il prossimo mercato estivo?

"Esonerare un dipendente sotto contratto è un’operazione senza dubbio costosa, anche perché per un allenatore che parte ce n’è un altro che arriva, con il medesimo, se non superiore, esborso economico. Tuttavia, non è possibile escludere a priori un’operazione di mercato di questo genere, soprattutto adesso che sono venuti meno certi vincoli finanziari e soprattutto se sono previste ulteriori operazioni in uscita".