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ESCLUSIVA Bonolis: “Spalletti promosso, Conte top. Icardi? L’ha chiusa lui male. Mercato? C’è un nome che vorrei”

Marco Macca

FCInter1908.it ha intervistato in esclusiva il conduttore e noto tifoso nerazzurro

Sofferenze atroci, emozioni e gioie intense. Come dna nerazzurro comanda. Era difficile, per i tifosi nerazzurri, che pure sono abituati a certi esercizi, pensare a una notte più folle di quella del 20 maggio 2018 all'Olimpico contro la Lazio per ottenere la qualificazione in Champions League. Eppure, Inter-Empoli ha superato ogni previsione. Perché ciò che è accaduto ieri sera a San Siro è andato oltre ogni più tremenda immaginazione del popolo nerazzurro, che si è trovato a gioire dopo una partita vietata ai deboli di cuore. FCInter1908.it ha intercettato in esclusiva Paolo Bonolis, emblema del tifo interista, per dare voce alle sensazioni incredibili vissute dal popolo nerazzurro nella notte che proietta l'Inter in un futuro tutto nuovo.

Buonasera sig. Bonolis. Allora, alla fine l'Inter ce l'ha fatta. Ma che sofferenza. Era difficile prevedere una serata più folle per i tifosi nerazzurri.

Era matematico che fosse così, perché è la nostra storia che ce lo racconta. Anche quando vincemmo il Triplete, superammo il girone negli ultimi 2' di partita (contro la Dinamo Kiev, ndr) grazie a un gol in scivolata di Sneijder. Anche quando eravamo la squadra più forte d'Italia, abbiamo vinto lo Scudetto con un gol all'ultima giornata di Milito. E' la storia dell'Inter, che ha quasi la necessità di non essere tranquilla. Sono state poche le volte che ho visto l'Inter vincere tranquillamente qualcosa. Ha sempre dovuto difendere tutto con le unghie e con i denti con il pericolo di perdere tutto fino alla fine. Ieri è stata tosta, tosta, tosta.

A un certo punto l'incubo di restare fuori sembra stesse per materializzarsi...

Il signor Handanovic ha fatto delle parate straordinarie, ma è pure vero che anche l'altro portiere (Dragowski, ndr) nel primo tempo ha preso tutto quello che c'era da prendere. C'erano due squadre che lottavano ognuna per il proprio obiettivo. Ovvio che se una gioca per un posto in Champions e un'altra per restare in Serie A, un gap deve esserci. E' vero che per l'Empoli era una partita da non perdere, ma forse l'idea della retrocessione era già nella loro testa. Era un'occasione che si erano creati grazie al bel gioco dato da Andreazzoli: è stato un errore, secondo me, mandarlo via durante la stagione. L'Inter, invece, aveva già perso parecchie occasioni strada facendo, e questo aveva creato l'obbligo di vincere, che a sua volta aveva generato ulteriori pressioni. Ma professionisti di quel livello devono saperle affrontare e sopportare. Il calciatore importante è anche colui che sa gestire serenamente queste situazioni.

Come ha vissuto la partita di ieri?

Ero a casa con mio figlio. Stiamo stati aggrappati come cozze allo scoglio nel corso di tutta la partita l'uno all'altro.

Uno dei protagonisti è stato sicuramente Handanovic: fatto simbolico, anche per tutto quello che è successo in questa stagione. Ieri è stato il modo migliore per rispondere a delle critiche a volte ingiuste.

Il tifoso nevrotico tende a criticare qualunque cosa, ma criticare Handanovic è assurdo. Sarebbe come criticare Skriniar per un intervento sbagliato. Il giocatore c'è, è uno dei migliori portieri del mondo. Ha commesso degli errori come tutti. Per essere positivo devi fare delle cose fuori dal normale, e lui ne ha fatte tante nel corso di questa stagione e di quelle stagioni. Criticarlo era senza senso.

Un voto ampiamente positivo. Ha dovuto gestire un'Inter da Fair Play Finanziario, con problematiche di difficile gestione. Alcune fuori dallo spogliatoio che si sono poi riversate al suo interno, altre derivate da atteggiamenti di alcuni giocatori. Senza contare i tanti infortuni importanti, come quello di Nainggolan, che anche ieri ha dimostrato le sue qualità. Anche Perisic, un altro sul quale Spalletti ha puntato molto: tornato dal Mondiale, sembrava un altro giocatore. Tutto questo veleno ha un po' infestato quest'anno di gestione spallettiana. C'è stata un po' di mala sorte, ma questo nello sport ci sta. L'Inter ha perso tre partite con tre tiri che si sono infilati sotto il sette con tiri impossibili, cosa mai subita da nessun'altra squadra. E parlo della sconfitta contro il Parma, del pareggio contro la Fiorentina e del gol di Zielinski che ha sbloccato la partita di Napoli. Poi, ci sono state alcune situazioni arbitrali, come la scelta paranoica di Firenze (il discusso rigore concesso da Abisso alla Fiorentina nel finale del match del Franchi, ndr), che ci hanno tolto due punti che ci avrebbero evitato di rischiare l'harakiri ieri sera. Spalletti ha dovuto affrontare parecchi scogli, ma nonostante questi ha portato la nave in porto, dove gli era stato chiesto che venisse ormeggiata, ovvero in Champions League. Per me ha fatto molto bene. Con una rosa differente e con le opportunità che la famiglia Zhang vuole offrire al nuovo allenatore, che sia lui o Conte, con il nuovo regime di Fair Play Finanziario, credo che sia lui che Conte potranno fare molto bene.

Come commenta l'eventuale arrivo di Conte?

E' bravissimo. Non è che va via Spalletti e arriva pinco pallino. Siamo sullo stesso livello.

Chi è stato secondo lei il volto positivo di quest'annata così difficile?

Ce ne sono tanti di volti positivi. Handanovic, la difesa, la volontà di tutta la squadra di mettere in campo l'animus pugnandi nelle partite importanti. L'Inter ha perso nelle partite stupide, ma quelle importanti praticamente mai, tranne che con Juventus e Lazio. Sono due signore squadre, ci sta di perdere contro di loro. Non c'è dubbio che col Napoli abbiamo perso male, ma può capitare con squadre simili dal punto di vista di qualità della rosa. L'Inter ha dimostrato in alcuni giocatori una notevole qualità. Mi sono piaciute l'intraprendenza, anche a volte ripetitiva, di Politano, la voglia di Vecino, la qualità difensiva di D'Ambrosio, Skriniar e de Vrij; la volontà, anche se talvolta con un eccesso di titubanza, di Asamoah; mi è piaciuto tantissimo Brozovic per i chilometri che percorre. L'Inter ha bisogno di altre cose, ora: di un regista importante e di fantasia in attacco, di mercurio e di imprevedibilità offensiva. Su questo mi auguro si possa concentrare l'attenzione della famiglia Zhang. Serve un giocatore che sappia inventare e saltare l'uomo, che all'Inter manca. Ieri abbiamo fatto gol perché Keita ha finalmente preso un'iniziativa: invece di continuare a passarsi la palla per 450 volte, ha inventato un dribbling in velocità e ha segnato. Sto parlando di giocatori tipo Hazard, ovvero di giocatori che abbiamo grande gestione del pallone e imprevedibilità. Non so Conte come vorrà giocare, ma tutte le grandi squadre hanno questo tipo di giocatori. Nell'anno del Triplete, Mourinho ha preteso un giocatore così come Sneijder.

Ora l'Inter volta pagina e inizia l'era Conte. Con i giusti colpi si potrà puntare a vincere fin da subito?

E' un dovere nel processo di crescita di una società. La famiglia Zhang è subentrata a Thohir con un'Inter che si trovava molto più indietro. E' risalita e vorrà continuare a farlo. Conosciamo bene la potenza economica di Suning. Non so quanto vogliano o possano investire, ma a disposizione c'è un mercato importante di appassionati come quello cinese che, nel momento in cui si procederà a un acquisto di livello, si potrà ripagare quasi completamente quell'acquisto solo col merchandising. Ricordo quando lo United comprò Ibrahimovic: costò un sacco di soldi, ma solo con le magliette il suo acquisto venne quasi ripagato. Sono comunque logiche che valuteranno anche loro, non sono pazzi. Ho visto che il Real Madrid vorrebbe disfarsi di Isco. Beh, quello è un giocatore che a me piace tanto. Poi, non so perché vogliano mandarlo via: se perché è pazzo, tossico, perché non gliene frega niente di giocare a pallone. Non lo so, ma è un giocatore relativamente giovane che fa la differenza in campo. Certo che costa, ma quelli bravi costano, c'è poco da fare: ti puoi comprare una camicia all'Onestà o da Armani, le differenze ci sono.

Se la sente di dire che l'Inter è sulla strada giusta per colmare il gap con la Juventus ed essere l'anti-Juve del 2019-20?

Questi sono proclami, che vengono fatti per rendere più appetitoso il piatto del campionato. Chi poi non risponde a questi, viene inserito sotto la voce fallimento. Oggi tutto viene esasperato. L'Inter ha nel suo dovere il pensiero di fare meglio. Le scelte verranno fatte in questo senso, ma nessuno sa fino a quando si riuscirà nell'intento. Ma queste definizioni non si possono dare dopo un mercato. L'importante è che la società dimostri con gli investimenti la voglia di migliorarsi. Poi, le cose verranno. Come l'Inter, del resto, vogliono continuare a migliorarsi anche le altre. A scrivere certe cose non ci vuole niente.

Non si è chiusa nel peggiore dei modi, se l'è chiusa nel peggiore dei modi. E' diverso...