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Cagliari, Andreolli: “Inter? Ci sarà da soffrire. Spalletti top. Io con Mancini…”

Daniele Vitiello

Così il difensore ai microfoni della Gazzetta dello Sport

«Icardi? Guai a dargli mezzo secondo, Maurito trova la zampata in un niente. Pare assentarsi ma gli basta mezzo pallone per cambiare la partita. Lo marcheremo di squadra, limitandogli i rifornimenti». Marco Andreolli sabato sera si troverà di fronte l'Inter che lo ha cresciuto e lanciato nel calcio dei grandi. Il difensore ha parlato del momento del suo Cagliari ai microfoni della Gazzetta dello Sport: «Contro l'Udinese abbiamo conquistato tre punti d’oro. Stiamo bene, siamo in crescita in tutti i reparti. Con l’Inter serve la grinta vista contro Udinese e Verona. Conta la nostra concentrazione».

Cagliari cinico, Udinese poco brillante.

«Guardiamo in casa nostra. In casa dei friulani non è mai facile vincere per nessuno, abbiamo fatto una buona gara fino in fondo. Siamo stati compatti, in equilibrio e propositivi, come raccomanda mister Lopez».

Cos’è cambiato con Lopez?

«Nel calcio si è legati ai risultati, se non arrivano è più facile mandar via il tecnico che 30 giocatori. Se le cose non arrivavano non era solo colpa di Rastelli ma di tutti. All’esonero ci siamo rimasti male, nessuno ha avuto problemi con il mister. Ora ci siamo presi le nostre responsabilità e diamo qualcosa in più».

A proposito di allenatori, chi ricorda meglio?

«Anche chi non mi ha fatto giocare mi ha dato qualcosa. Non scordo Mancini: mi ha fatto esordire in A, Inter-Reggina, e in Champions, contro i Rangers. In quegli anni c’erano difensori come Materazzi, Cordoba e Samuel...».

Parliamo di attaccanti. Il più forte mai marcato?

«Ibrahimovic, da compagno e da avversario: personalità, mezzi tecnici e fisico senza eguali. In Spagna ho incontrato anche Cristiano Ronaldo, un altro mostro».

Alla Roma ha incrociato Spalletti. Che tipo è?

«È tra i migliori in Italia e in campo internazionale. Lavorare all’estero, come ho verificato a Siviglia, ti apre e ti completa. Ha un carattere forte, pretende molto da tutti, specie dai campioni e da chi ha più personalità. A Roma c’erano Totti, De Rossi, Perrotta, Mexes, Juan: trattava tutti alla stesso modo e voleva il massimo. Diceva che se si ha tecnica e carisma si deve dare di più ed essere da esempio per gli altri e i giovani. E lavorava su linea difensiva e marcatura».

Il Cagliari come può infastidire l’Inter seconda in classifica?

«Con una prova perfetta, da squadra. Dovremo mettere qualcosa di più, sperando che loro non siano al top».

Oltre a Icardi, chi toglierebbe ai nerazzurri?

«L’Inter è un collettivo maturo e granitico. E sulle fasce si esalta il gioco della squadra. Ma siamo pronti, con l’aiuto dei tifosi a giocarcela».

Cosa vi siete detti dopo la vittoria con l’Udinese?

«Ci sarà da soffrire tutti assieme. Il mister chiede concentrazione, stiamo oliando bene intesa e manovra. Non molliamo di un centimetro».

Dodicesimi con 15 punti, dove potete arrivare?

«Pensiamo a salvarci, è il nostro obiettivo».