Icardi, Garlando da applausi: “Non può uscirne immacolato. Tutti hanno fatto errori, seguano l’esempio di…”

Icardi, Garlando da applausi: “Non può uscirne immacolato. Tutti hanno fatto errori, seguano l’esempio di…”

Il giornalista ha commentato le ultime vicende di casa Inter

di Redazione1908

Il caso Icardi ancora non si è risolto. Ne ha parlato sulle pagine de La Gazzetta dello Sport Luigi Garlando. Ecco il commento del giornalista:

“L’Inter vede all’orizzonte una possibile tempesta da paura: giocarsi le due partite chiave della stagione senza l’ombra di un centravanti. Di sicuro, Lautaro Martinez, squalificato, mancherà giovedì prossimo nel ritorno degli ottavi di Europa League contro l’Eintracht Francoforte. Ma se domani il Toro rimedierà un’ammonizione contro la Spal, salterà anche il derby di domenica 17, incrocio fondamentale per la Champions. Uscire dalla terza coppa stagionale e perdere contro il Milan, avversario diretto nello sprint, vorrebbe dire ferire a morte il futuro. Per questo, recuperare un totem come Icardi, l’uomo dei gol, il 9 che riprese il Tottenham allo scadere, il risolutore dell’ultimo derby, diventa un’urgenza ancora più incalzante. Dopo il volo degli stracci, le comparsate in tv e le starnazzate social, la trattativa ha imboccato la strada più opportuna della diplomazia silenziosa che ha portato a buoni passi avanti. Ne servono altri per arrivare al traguardo e dovranno muoverli tutti i protagonisti della vicenda, perché, chi più chi meno, tutti hanno sbagliato in questa storia. Ha sbagliato Icardi a non giustificare con i comportamenti (dalla multa non pagata in giù) la fascia di capitano ricevuta come bonus di contratto; ha sbagliato Wanda a provocare e sbattere tutto in piazza; ha sbagliato la società nella tempistica del rinnovo e poi nell’illudersi che avrebbe risolto tutto con un atto di forza (la fascia): invece ha trovato il suo Vietnam; ha sbagliato Spalletti a intralciare la diplomazia con frecciate pubbliche gratuite; ha sbagliato lo spogliatoio che ha approfittato del caso per giocarsi faide personali. Tutti rei dello stesso peccato: aver perso di vista il bene comune, cioè quello dell’Inter e dei suoi tifosi. Ma è arrivato il momento del buon senso e delle responsabilità. Ognuno ha il suo passo avanti da fare. Deve”.

Icardi deve ricordare ciò che ha ricevuto e non solo ciò che ha dato. Non pretenda le scuse pubbliche e di uscire immacolato da una storia che comunque lo ha macchiato. Si accontenti degli sforzi della società per riaccoglierlo. Gli conviene giocare e segnare, per non perdere valore e Nazionale. I nemici di spogliatoio non pretendano che Mauro si inginocchi sul riso. Si accontentino della fascia tolta. Chi ha sonnecchiato per mezza stagione e si è svegliato solo per far dispetto a Icardi, continui a vegliare, anche se l’ex capitano è tornato. Spalletti smorzi l’orgoglio, non veda Totti ovunque e agevoli gli sforzi di Marotta che con pazienza ha preparato il terreno per la pace. Non serve essere amici a tutti i costi. Basta buoni professionisti. La Lazio ‘73-74 era una guerra di bande. Ogni allenamento una resa dei conti. Ma in partita servivano la causa comune e vinsero lo scudetto. Tutti i protagonisti del pasticciaccio Icardi hanno giurato a voce o per iscritto di amare l’Inter. È l’ora di dimostrarlo con i fatti. Ognuno si turi una parte di naso e faccia il passo avanti che serve”.

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