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Pagliuca: “Troppi rigori sbagliati, ho un sospetto. Gonzalez? Ma che tiro è stato? Credo…”

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Nell'ultima giornata di campionato sono stati ben 5 i rigori falliti. Alla Gazzetta dello Sport l'ex nerazzurro dice la sua

Nell'ultima giornata di campionato sono stati ben 5 i rigori falliti. Un tracollo che non si vedeva addirittura dalla stagione 1960-61. Non solo, in questo campionato la percentuale di rigori infilati è la più bassa fra gli ultimi sei tornei. Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Gianluca Pagliuca prova a dare una spiegazione: "Un sospetto ce l’ho. Anzi, più di un sospetto. E il sospetto è che si sbaglino tanti rigori perché gli attaccanti vogliono fare un po’ i fenomeni".

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"A me pare veramente che gli attaccanti ultimamente si siano messi in testa di fare il colpo scenico, di fare un po’ i... fenomeni. Sono sempre stato convinto che chi tira i rigori deve tirare forte, una botta: che sia incrociato, mirato, basso, sotto la traversa, vada dove vuole, ma dev’essere la cosiddetta “saracca”, una botta, una legnata. Anche nell’ultimo turno ho visto tirare delle... ciofeche, dei tiracci insomma, cose con poco senso".


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Intende il rigore calciato da Nico Gonzalez a Sommer in Fiorentina-Inter? Lo sa che gli ultimi tiri dal dischetto l’attaccante argentino li ha tirati allo stesso modo? Uguali. Al quarto, beh, evidentemente l’hanno scoperto.

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«Ma che tiro è stato? Io credo che un portiere possa studiare tanto gli attaccanti ma è anche vero che gli attaccanti possono studiare tanto i portieri che hanno di fronte. Io? Studiavo sì, ma soprattutto i big: Totti, Del Piero e alcuni altri. Ecco: Alex li piazzava, cambiava zona, ma tendeva a piazzarla più che cercare la potenza di tiro; Francesco invece tirava sempre la botta, lui per esempio non ha mai cambiato. Io credo che certi tiri dal dischetto visti recentemente siano un po’ leggeri, non arrivo a dire da presuntuosi ma quasi. Gliene dico un altro, di rigore in questo weekend: Giroud. Ma che razza di tiro è? Fra l’altro c’è anche un altro concetto da vedere».

Dica.

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«La scena di un portiere che ti para un rigore tirato ai 12 chilometri orari è anche esteticamente brutta, avvilente: per l’attaccante e la propria squadra, oltre che per i tifosi. Mi ripeto: bisogna tirare la botta. Poi lo sbagli, va bene, ma certamente più è potente il tiro e più il portiere, se non lo intuisce alla perfezione, farà fatica a pararlo. Le possibilità per l’attaccante aumentano».

(Gazzetta dello Sport)

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