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Schick era una affare fatto con l’Inter. Ma quel vertice con Suning bloccò tutto…

Andrea Della Sala

Trattativa definita con la Samp, ma dalla Cina affare bloccato e Roma che si assicurò l'attaccante

L’Inter un grande colpo lo aveva chiuso a luglio: Patrik Schick era uno di quegli acquisti estivi che il ds dei nerazzurri, Piero Auslio, aveva definito subito dopo lo stop della trattativa tra Samp e Juve. Saltato il passaggio ai bianconeri per il problema cardiaco del giocatore ceco, l’Inter si era fiondata sul ragazzo, bloccandolo con un accordo le cui basi erano state gettate da Ausilio e dall’avvocato Romei - circa 30 milioni di euro, da pagare in più anni. Con l’attaccante che una volta passati i 40 giorni di riposo e superati gli esami medici sarebbe stato a disposizione di Spalletti.

Solo che poi c’era stato il nefasto vertice di fine luglio a Nanchino tra Suning e i dirigenti interisti. Nefasto per le strategie di mercato nerazzurre, sia chiaro. Dalla Cina, infatti, la casa madre aveva di fatto comunicato che si dovevano chiudere i rubinetti e che l’affare Schick, così come altre eventuali trattative, andava bloccato. A quel punto il giocatore è stato lasciato libero ed è tornato a disposizione per un’asta tra le pretendenti, con la Roma che alla fine se lo è aggiudicato (pagandolo peraltro più di quanto avrebbe fatto l’Inter).

(Tuttosport)