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THOHIR, NASCE L’ASSE CON DE LAURENTIIS. IERI HA CHIESTO AI PRESIDENTI DI…

Dario Di Noi

La Gazzetta dello Sport, in edicola oggi, ha raccontato la visita di Erick Thohir in Lega Calcio. Due ore trascorse in via Rosellini nella mattinata di venerdì. Arrivo alle 11.40, uscita alla 13.40, in compagnia dell’ad Michael Bolingbroke e...

La Gazzetta dello Sport, in edicola oggi, ha raccontato la visita di Erick Thohir in Lega Calcio. Due ore trascorse in via Rosellini nella mattinata di venerdì. Arrivo alle 11.40, uscita alla 13.40, in compagnia dell’ad Michael Bolingbroke e del Corporate Director Michael Williamson.

Per prima cosa, il presidente nerazzurro si è intrattenuto in una stanza al quarto piano con le altre 5 grandi della A: Milan, Juve, Napoli, Roma e Fiorentina. Poi si è confrontato con gli altri 14 club. Nella riunione pre-assemblare, Thohir ha supportato l’impalcatura della ripartizione dei diritti tv che poi è stata approvata parlando anche del futuro della governance della A.

Thohir ha incontrato Ferrero: i due si sono salutati, ma non hanno trovato l’occasione per confrontarsi. La rosea racconta, invece, di un intenso colloquio tra ET e il numero uno azzurro Aurelio De Laurentiis: "Thohir si è fermato a parlare vis-a-vis con De Laurentiis. La lingua inglese ha facilitato il dialogo durante il quale i due hanno si sono confrontati sui temi a loro più cari: l’ampliamento della visibilità della nostra A in tutto il mondo. Non è escluso che questa sintonia su certi temi possa far nascere un asse calcistico-politico tra di loro".

Durante l’assemblea, il presidente Thohir si è poi rivolto agli altri club chiedendo ai colleghi di restare uniti sul progetto di sviluppo del calcio italiano specialmente in Asia. E lo ha fatto sottolineando come le gare alle 20.45 penalizzino quella fetta di mercato. Ecco perché, secondo lui, bisognerebbe rivalutare altri slot come quelli delle 12.30, delle 15 e delle 18.

Conclusa la riunione, Thohir ha salutato tutti ed è partito per Giacarta. Tornerà presto, già a marzo. Per l’Inter ma anche per un calcio italiano che può crescere e svilupparsi.

(Gazzetta dello Sport)