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Vernazza: “Inter e altre nel mondo bitcoin. Giusto che i tifosi sappiano i rischi: eccoli”

Redazione1908

Sebastiano Vernazza, editorialista della Gazzetta dello Sport, ha parlato diffusamente dell'ingresso dei bitcoin nel mondo del calcio

Sebastiano Vernazza, editorialista della Gazzetta dello Sport, ha parlato diffusamente dell'ingresso dei bitcoin nel mondo del calcio. Con una serie di avvertimenti ai tifosi che si apprestano a vedere i loro club usare diffusamente il sistema delle criptovalute.

"Da martedì il Salvador, Paese dell’America Centrale, ha dato corso legale ai bitcoin. Che cos’è il bitcoin? È una criptovaluta, una moneta virtuale, non emessa da una banca centrale, ma basata su una rete telematica, soggetta alle oscillazioni degli scambi su internet. In Salvador il chivo - “figo” nello slang locale, così è stato chiamato il bitcoin - non è stato accolto con entusiasmo, tanta gente è scesa nelle strade a protestare perché ha la percezione di un denaro finto, tipo Monopoli. E quanti chivos serviranno per fare un dollaro? La quotazione del soldo salvadoregno è già crollata. I bitcoin sono arrivati anche nel calcio. Li chiamano fan token, il principio è lo stesso. Si comprano e si vendono con soldi veri - euro, dollari - e servono per garantirsi qualche privilegio: partecipare alla composizione della lista di canzoni da far risuonare allo stadio prima della partita; incidere sulle scelte di formazione per un’amichevole di secondo piano; accedere a contenuti esclusivi, giochi inclusi. Al momento sono più o meno questi i benefici assicurati a chi acquista i bitcoin della propria squadra del cuore.

Più avanti chissà, forse si potrà dire la propria sul calciomercato ed essere ascoltati. Molte squadre ormai hanno un bitcoin e molte sono sponsorizzate dalle società che li emettono. Socios.com è diventato il marchio principale sulla divisa dell’Inter campione d’Italia. Non siamo contro i bitcoin per pregiudizio, a patto che si sappia a quali rischi si va incontro. Stiamo sul semplice: poniamo di acquistare un fan token del Milan a un euro - quotazione nostra, del tutto inventata, non in linea con gli attuali valori - e di tenerlo nel cassetto per tre mesi, senza occuparcene.

Novanta giorni dopo potremmo decidere di venderlo e scoprire che il nostro fan token rossonero si è rivalutato ed è salito a due euro di quotazione: wow, che bello. Al contrario potremmo incappare in un deprezzamento, accorgerci che la nostra monetina milanista è scesa a 50 centesimi. Siamo nei paraggi dei meccanismi della Borsa, però senza un ente regolatore come nel caso dei mercati azionari. Il bitcoin va su e giù alla maniera delle azioni, ma in un contesto di piena deregulation. Quello del Psg di Messi, Neymar e Mbappé è schizzato alle stelle: beato chi ci ha creduto un anno fa, oggi può guadagnarci. Parafrasando Pascal, il tifo ha le sue ragioni, che la ragione non conosce.

I bitcoincalcistici possono diventare un modo divertente per sostenere e finanziare la propria squadra del cuore, per sentirsi coinvolti e partecipi, specie se si vive a migliaia di chilometri di distanza e non si può frequentare lo stadio. L’economia e la finanza sono mondi in cui vincono i cuori di pietra, sono posti abitati da professionisti abilissimi nelle speculazioni, nel cogliere i momenti giusti per entrare e per uscire, dunque per macinare utili. Via libera ai fan token, a condizione di mettere in conto delle perdite e di non preoccuparsi per le eventuali scottature. È questa la linea di demarcazione, per dormire tranquilli la notte".