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Andreolli: “Mettere apprensione a chi giocherà domani. Correa? Tutti sanno come…”

Sabine Bertagna

L'analisi prima del fischio d'inizio a San Siro

Marco Andreolli ha analizzato nel dettaglio la sfida che attende l'Inter contro il Verona a San Siro: "Fare punti oggi darebbe ancora più importanza alla vittoria di Torino, si gioca prima di Napoli e Milan. Tre punti oggi potrebbero mettere un po' di apprensione a chi giocherà domani. Correa? C'è un'opzione in più con lui, ha delle caratteristiche che altri giocatori non hanno. La scelta di schierarlo al posto di Sanchez proprio perché puoi fare un calcio diverso con lui. L'Inter ha fatto una partita più attendista con la Juve, cercando di sfruttare gli spazi. L'unico giocatore che ti può permettere di giocare in questa maniera è il Tucu Correa. Le scelte nella testa del mister le sappiamo, i due attaccanti titolari sono Dzeko e Lautaro. In questo momento finale della stagione c'è bisogno di tutti. E c'è bisogno di poter mettere sul campo qualcosa di diverso. Dal primo minuto, quando subentrano, devono mettere qualcosa di diverso. Attaccare in maniera differente. Tutti sanno come gioca l'Inter e quali sono le caratteristiche degli attaccanti dell'Inter. Speriamo siano tutti in forma. Correa ha fatto una stagione altalenante, ma per colpa degli infortuni che ha avuto. C'è bisogno per lui di ritrovare la miglior condizione e la fiducia. Ne ha bisogno anche la squadra".

"Se Sanchez entrerà? Dipenderà da come si metterà la gara. Bisogna suddividere bene le forze, le gare sulle gambe incominciano ad essere tante. Dimarco ha sorpreso un po' tutti. Nei primi mesi si è ritagliato subito un ruolo da protagonista, in alcune occasioni anche decisivo. Avendo cambiato posizione e avendo davanti a lui Perisic e Bastoni non gli ha permesso di trovare quella continuità di cui ogni giocatore ha bisogno. Con Juric è cresciuto sotto tutti i punti di vista nel Verona. Ritrovare quei colori sarà un motivo in più per voler fare bene. Skriniar si attacca all'uomo, marca l'avversario, ha sempre dimostrato questa caratteristica. Un difensore alla vecchia maniera, non fa mai respirare l'avversario. L'evoluzione migliore in questi anni è stata quella di doversi adattare a ricoprire ruoli diversi dalla difesa a quattro a quella a tre. Anche adattarsi a centrale di difesa. L'evoluzione lo ha portato a migliorarsi a livello di qualità ma anche di personalità", ha concluso Andreolli.