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Bergomi: “Inter indebolita: ok Dzeko e Dumfries ma serve una punta. E Thuram ha…”

Matteo Pifferi

Lunga intervista concessa da Beppe Bergomi al Corriere della Sera in merito al nuovo corso dell'Inter di Inzaghi

Lunga intervista concessa da Beppe Bergomi al Corriere della Sera in merito al nuovo corso dell'Inter di Inzaghi.

Beppe Bergomi lei è un grande ex nerazzurro e conosce bene l’ambiente: che stagione attende l’Inter?

«È più debole senza Lukaku e Hakimi. Pesa soprattutto la cessione di Lukaku. Era il leader emotivo, aveva attratto a sé tutti. La società però, considerate le difficoltà in cui si trova la proprietà, ha operato bene. Ha preso Dzeko e Dumfries, entrambi bravi. Ha bisogno di un’altra punta che dia profondità, se la trova resta competitiva per lo scudetto, ma se centra la qualificazione alla Champions avrà fatto il suo».

Dzeko miglior sostituto possibile di Lukaku?

«Davanti Dzeko è stato un bel colpo. Ragazzo serio, sta bene fisicamente, ha motivazioni alte: sì è la soluzione migliore, viste le condizioni, ma non è sufficiente. Dico che hanno lavorato bene perché perso Eriksen hanno preso Calhanoglu. A destra poi è arrivato un buon giocatore come Dumfries».

Parlava di un’altra punta, quale il profilo giusto?

«Con Conte la profondità la dava Lukaku, alla Lazio Immobile. Dzeko è ottimo nel movimento incontro, però a Lukaku sulla palla lunga non gli stai dietro. Serve uno che vada profondo. Thuram ha giocato sempre da esterno, Correa conosce il campionato italiano. Zapata forse era il profilo migliore, poi ci sarebbe il francese Edouard del Celtic, un’idea niente male».

Inzaghi deve cambiare o continuare sul sentiero tracciato da Conte?

«Il gol che hanno fatto contro la Dinamo Kiev a Monza, con tutti colpi di tacco, sono quelli tipici della Lazio. L’Inter sarà più abile nel fraseggio corto, dopo due anni di Conte Inzaghi può essere il profilo giusto per entrare nella testa dei giocatori. È cresciuto tanto, può portare le sue idee e la gestione degli uomini sarà diversa. Il cambiamento può essere positivo, non ci deve spaventare. Poi è chiaro, Conte è un fuoriclasse assoluto».

I problemi della proprietà possono pesare su Inzaghi?

«Prima Conte, Oriali e Zanetti erano molto uniti, ma c’era un po’ una contrapposizione con proprietà e dirigenza. Ora diventano fondamentali le figure di Marotta e Ausilio, con Inzaghi sono più uniti, lavoreranno vicini e non lo lasceranno solo».

La perdita di Lukaku quanto porta via?

«Come ho detto l’Inter si è indebolita. Ci sono giocatori che in certi campionati dominano, Lukaku è uno di questi, Ibra un altro, anche a 40 anni è decisivo da noi. Lukaku aveva una struttura dominante».

Da tre anni l’Inter non supera i gironi di Champions. Ce la può fare stavolta?

«Quest’anno ha la sfortuna di essere in prima fascia, sembra paradossale, ma sono più forti le squadre di seconda fascia. Nelle ultime stagioni ha sempre avuto nel gruppo una terza squadra forte: ci vuole un po’ di fortuna. In Europa si gioca un calcio diverso: la Nazionale ci ha insegnato qualcosa. Però passare il primo turno sarebbe auspicabile».

C’è chi dice sia stata una fortuna uscire l’anno scorso.

«Non è così. L’Inter può arrivare agli ottavi, ma dipende dal sorteggio e da chi affronti in un certo momento».

La favorita per lo scudetto?

«La Juve ha la rosa migliore, magari un po’ imperfetta, ma è tornato Allegri e fa la differenza. Con Locatelli il centrocampo è sistemato, sono loro i favoriti».