Berti: “Conte deve vincere lo scudetto. Eriksen all’Inter nell’anno sbagliato. Barella come Matthaus”

Le parole dell’ex nerazzurro

di Alessandro De Felice, @aledefelice24

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport nel corso di ‘GazzaTalk‘, l’ex centrocampista dell’Inter Nicola Berti ha parlato a tutto tondo dei nerazzurri.

Il segreto dell’Inter dei Record?
“Il cambiamento. Sono arrivati 5 giocatori fondamentali: io, Brehme, Matthaus, il grande Ramon Diaz che arrivò con me da Firenze – e che consigliai al presidente Pellegrini – e Bianchi. La difesa era già ben rodata, poi fu azzeccata la mossa di Trapattoni di spostare Matteoli davanti alla difesa, come fecero con Pirlo qualche anno dopo. Giocava dietro le punte, poi fu arretrato. C’è stata una miscela tra nuovi inserimenti e la corazzata di una difesa che già c’era”.

Sul paragone con Barella: in cosa vi assomigliate?
“Secondo me nell’altezza (ride ndr). Io l’ho sempre adorato, anche quando era nel Cagliari, per il suo modo di giocare. Se l’Inter non l’avesse preso, mi sarei incazzato. Sta migliorando. Poi N.B.: abbiamo le stesse iniziali. Siamo entrambi universali, entrambi possiamo giocare in più posizioni. Gli auguro di segnare qualche gol in più, ma è sulla buona strada, e di superare Nicola Berti: è difficile, però ce la può fare”.

Tra l’Inter dei Record e quella attuale c’è un’altra analogia: l’eliminazione dall’Europa.
“Per noi fu una bella botta. Ci rimaneva solo il campionato come successo a quella di Conte, che è ripartita col piede giusto vincendo facendo bene. Speriamo continui così fino alla fine del campionato. Ce lo auguriamo noi tifosi. Dobbiamo dare filo da torcere a tutti”.

Quali sono le similitudini e le differenze tra Trapattoni e Conte.
“Hanno in comune la grinta, il temperamento e la voglia di vincere. Ora l’allenatore è molto più aggiornato con la tecnologia e tanti assistenti in più. Ci sono molti più occhi grazie al suo staff tecnico, ma come motivatori sono molto simili”.

In una squadra ci sono anche momenti di tensione.
“Nel ’92, dopo una partita contro l’Aston Villa, io e Ferri venimmo alle mani durante un torello, ma era una cosa per caricarci prima della gara poi vinta 3-0. È una grandissima rimonta. La bravura dell’allenatore di oggi sta nel mettere tutti i giocatori sullo stesso livello e motivarli. Ovviamente non puoi accontentare tutti i 25 elementi. Devi avere delle preferenze ma devono sentirsi comunque tutti importanti. Oggi è più complicato perché ai miei tempi c’erano 13/14 titolari mentre oggi ce ne sono 25. Cambia molto per un allenatore”.

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Conte “aggressivo”?
“Conte si deve difendere. Ha campioni che non giocano ma che giocherebbero in qualsiasi altra squadra. Non è semplice. Giusto che sia così. Conte ha trovato un l’undici tipo”.

Vidal e il paragone con Matthaus: Lukaku può essere accostato al tedesco per leadership?
“Barella è sulla buona strada, ha già in mano il centrocampo. Vidal ha sempre segnato in carriera ma all’Inter non ha ancora trovato gol. Lo considero un campione ma ha già fatto grandi esperienze”.

Il momento più bello dell’Inter di Conte.
“La prima di campionato, il 4-3 con la Fiorentina. Abbiamo fatto malissimo, ma abbiamo fatto gol al 90′. La ‘Pazza Inter’ con un 4-3 in una partita già persa. In questo momento lo spettacolo lo si tiene alla fine, ora bisogna fare punti”.

Conte con Eriksen come Trapattoni con Altobelli?
“Esempio sbagliato, Eriksen non è mai entrato dalla porta. Altobelli, invece, è una leggenda alla fine di un percorso. Non ha dimostrato niente, non è mai stato titolare 2/3 partite, non ha mai dimostrato tanto. Ci aspettavamo molto di più. Purtroppo è arrivato in una stagione sfortunata, con il Covid-19. Mi dispiace perché lo vedevo al Tottenham ed era decisivo. Dispiace perché è capitato nell’anno sbagliato, non dell’Inter ma in generale. Giocare senza pubblico non è semplice”.

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Attacco: Lukaku-Lautaro e Serena-Diaz, chi meglio?
“Aldo fece 22 gol fu capocannoniere, Diaz 13. Io sono di parte, la coppia migliore è Serena-Diaz, ma non sono lontani”.

Hakimi-Brehme: si possono paragonare?
“A parte la velocità, con il tedesco che non era una scheggia come Hakimi. Per il resto non c’è paragone perché Brehme tecnicamente era di un altro livello. Una cosa fantastica, anche se Hakimi è sulla buona strada”.

Conte deve vincere adesso?
“Quest’anno deve vincere lo scudetto, ci sono poche scappatoie. La squadra è fortissima, la società forte, mancano i tifosi ma ci possiamo fare poco. L’entusiasmo è fondamentale. Deve essere l’anno buono, dobbiamo tornare a vincere”.

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