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Cannavaro: “Portogallo in ansia per l’Italia. Inter-Napoli da Premier, ma solo una gara”

Andrea Della Sala

L'ex difensore di Inter e Juve, intervistato da La Gazzetta dello Sport, ha parlato dello spareggio Mondiale dell'Italia di Mancini

L'ex difensore di Inter e Juve Fabio Cannavaro, intervistato da La Gazzetta dello Sport, ha parlato dello spareggio Mondiale dell'Italia di Mancini:

Non teme la Macedonia del Nord?

«Gli avversari si rispettano tutti. Ma se l’Italia gioca un tempo ai propri livelli non ha nulla da temere da una squadra del genere. Però è chiaro che in campo neutro sarebbe più corretto per tutti. Anche se...».

Che cosa sta pensando?

«Il Portogallo è forte, ma attenzione perché in queste gare secche bisogna battere l’ansia. E a questo punto ne avranno sicuramente più loro giocando in casa. Se riprendiamo il filo del gioco passiamo noi. L’Italia con la propria storia e personalità ha scritto grandi pagine in campo avverso. Così abbiamo vinto con Zoff la semifinale Europeo contro l’Olanda del 2000 ad Amsterdam, davanti a un muro arancione. Poi penso alla semifinale mondiale contro la Germania 2006 stravinta a Dortmund con 70 mila tedeschi sugli spalti e Lippi che continuava a inserire attaccanti. Infine la finale dell’Europeo con l’Inghilterra, vinta alla grande a Londra dai ragazzi di Mancio. Che poi all’Olimpico contro la Svizzera hanno pagato la stessa pressione. Ecco meglio scaricare sugli altri le tensioni».

Rangnick, che guiderà il Manchester United, 5 anni fa diede del “vecchio” a Cristiano Ronaldo: il feeling (che non c’è) può creare problemi al portoghese?

«Non credo. CR7 vivrà per quella partita con l’Italia perché vuole il Mondiale. E sicuramente sarà sempre il più pericoloso perché puoi criticarlo quanto vuoi ma lui continua a segnare una caterva di gol. Confidiamo in Chellini e Bonucci che conoscono bene i suoi movimenti. Cristiano non è più mobile come qualche anno fa e magari questo può avvantaggiarci».

Poi cosa servirà?

«Recuperare i tanti giocatori che erano infortunati a novembre. Penso a Immobile che tanti criticano ma che dà profondità e scatta mille volte mettendo in difficoltà qualsiasi difesa. E poi i centrocampisti di qualità. Come Verratti e Pellegrini che all’Europeo non c’era. E magari a marzo sarà pronto pure Spinazzola così Mancini ha alternative valide in rosa, come all’Europeo».

Che cosa dovrà fare il campionato per “spingere” l’Italia al Mondiale?

«Innanzitutto rinviare la giornata del 20 marzo per consentire un minimo di lavoro di preparazione. E poi alzare il ritmo delle gare, con gli arbitri che devono imparare a interrompere meno il gioco. Su questo aspetto “paghiamo” ancora dazio a livello internazionale. Ho visto domenica scorsa un Inter-Napoli da Premier, ma è solo una partita. Poi in Champions vediamo anche la Juve prendere 4 gol dal Chelsea. Mancini fa bene a continuare con la sua idea di gioco che ci ha reso moderni e competitivi. Ma tutto il movimento deve spingere nella stessa direzione».

Ce la faremo?

«Sì. Se continueremo il percorso di crescita sul gioco e torniamo quelli dell’Europeo come mentalità. Siamo l’Italia e state sicuri che in Portogallo sono più dispiaciuti di incontrare la Nazionale 4 volte campione del Mondo».