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Canovi: “Gli agenti non esistono più, gli intermediari rovinano il calcio: loro fanno…”

Marco Astori

Dario Canovi ha parlato ai microfoni di TMW Radio

Dopo la faccenda legata a Gianluigi Donnarumma, in Italia è scoppiato il dibattito sulla potenza dei procuratori e della loro influenza nel calcio di oggi. Dario Canovi, noto agente, intervistato da TMW Radio, ha fatto chiarezza sulla situazione: "Gli agenti di fatto non esistono più in Italia, ci sono gli intermediari, che dovrebbero fare al contempo gli interessi di due club e del giocatore, cosa mai vista. È una cosa che produce danni a tutti, al calcio e alla sua immagine, oltre che ai giocatori. Non sono i procuratori a fare questi danni, ma gli intermediari. La differenza? Il procuratore fa gli interessi di una sola parte, cioè giocatore o società. L'intermediario no: Raiola ha preso soldi dalla Juventus, dal Manchester e dal calciatore. Un procuratore avrebbe preso i soldi solo da Pogba, una commissione per quello che faceva. Ora non è più così e siccome i grandi introiti arrivano dalla cessione, conviene".

"Mendes opera così? Sì - continua Canovi - però siamo a un altro livello. Lui compra squadre, ha in mano gli allenatori ed è un'industria del calcio anche più pericolosa. Facciamo un esempio: Calenda, per fare un nome, se Keita rinnova riceve solo una percentuale sull'ingaggio. Se Keita dovesse andare via, invece, potrebbe ricevere una congrua commissione dalla squadra che lo acquista. La soluzione? Tornare a quello che c'era una volta. Per esempio, in Francia, che è un paese serio, bisogna superare un duplice esame, il primo di cultura generale e giuridica, poi ogni singola Federazione fa un esame sui regolamenti. Poi sei iscritto in un albo e devi dimostrare di essere una persona seria e perbene. Il mondo del calcio ha garanzie così".