FC Inter 1908
I migliori video scelti dal nostro canale

ultimora

Chiambretti: “La mia intervista a Mourinho? Riuscii a renderlo simpatico. Lo scudetto…”

Il conduttore televisivo si è raccontato ai microfoni di Rivista Undici

Sabine Bertagna

I "Fratelli La Cozza" oltre ad essere uno dei suoi ristoranti rappresenta anche il suo ufficio. Piero Chiambretti lo descrive così, prima di raccontarsi in una lunga intervista a Rivista Undici: «Per me è una seconda casa. Li è nata la mia attività televisiva con la tv dei ragazzi. Poi io sono un po’ scugnizzo. E il Napoli mi diverte molto vederlo giocare, spero vinca lo scudetto. Mi piace tantissimo Insigne. Anche se non andrei mai dal suo barbiere. Dei nostri migliori clienti abbiamo incorniciato i tovaglioli: da una parte i giocatori del Torino del ‘76 che vinsero lo scudetto. Dall’altra quelli che segnavano sempre gol in Coppa Campioni alla Juventus. Ci sono stati anni in cui la Juve, legata a Robe di Kappa, veniva qui per le cene aziendali. La sera dell’inaugurazione del ristorante abbiamo messo Ciro Ferrara alle pizze. C’è ancora la foto di lui che inforna e sotto abbiamo scritto “licenziato”».

Le interviste di Chiambretti:"La simpatia di Ancelotti mi sembra quella più interessante da proporre a un pubblico televisivo, perché parla come mangia, è molto disponibile, brillante. Il più intrigante è Mourinho. Ancora oggi quell’intervista fatta in un programma di intrattenimento – e non specializzato di sport – rimane nella storia della televisione, perché riuscii nella missione di rendere Mourinho simpatico. E lo era poi veramente. La frase "nemmeno Gesù piaceva a tutti"? Ho arricchito il suo repertorio, ho allungato la lista di frasi celebri".

Il calcio oggi: "Mi sto annoiando. Le partite le trovo tutte molto uguali, c’è molta enfasi intorno al mondo del calcio, si esaltano anche illustri bidoni. Il calcio italiano ha pochissimi campioni eccelsi. Il calcio si è trasformato e oggi vincono solo le squadre che hanno i campioni. I campioni costano e non tutti se li possono permettere. Bisogna costruirli in casa, ma costruirli in casa non è facile. Non mi diverto come un tempo. Mi fa ridere che le tv commentano qualunque partita come partite eccezionali, alla lunga diventa stucchevole. E poi falso, perché non è così".

Urbano Cairo: "Il più bravo di tutti. Grande lavoratore, guadagna su tutto quello che fa, è molto stimato. Non gli si può fare nessun appunto se non quello – ma lo capisco perché è un imprenditore – di non fare pazzie, quindi non compra al di là di una certa cifra per non mettere la società in difficoltà. È chiaro che da tifoso uno vorrebbe che si comprassero i giocatori migliori del mondo".

Tifoso granata dopo la morte di Meroni: "Sì, prima ero dell’Inter. Giocavo bene, ero piccolo ma avevo i piedi buoni, e lì ai giardini mi chiamavano Suárez, piccolino, poco fisico, grande qualità nel palleggio. Poi dopo la tragedia di Meroni ci fu il derby del 4-0, vinse il Torino, io lì fui, purtroppo o per fortuna, non lo so, folgorato. Pregai per mezzora una salma che non era quella di Meroni, vabbè, era buio, confuso… io ragazzino…"

(Rivista Undici)