Croazia, tifosi pronti ad un nuovo attacco vs Spagna. I giocatori lo sanno, obiettivo chiaro

Croazia, tifosi pronti ad un nuovo attacco vs Spagna. I giocatori lo sanno, obiettivo chiaro

Dopo il lancio di fumogeni che ha causato l’interruzione di Croazia-Repubblica Ceca, il pubblico croato ha in mente un nuovo attacco alla propria Nazionale, stasera contro la Spagna. I giocatori sanno quello che può accadere. Le motivazioni di tutto questo sono note, l’obiettivo dei tifosi è chiaro

di Dario Di Noi, @DarDinoRio
CROAZIA

Euro 2016, purtroppo, non sta mostrando solamente la faccia bella e spettacolare del calcio, ma anche episodi molto negativi, legati alle manifestazioni di alcuni “tifosi” (virgolette d’obbligo) accorsi in Francia per “seguire” (altre inevitabili virgolette) il torneo di calcio. Molti racconti hanno stupito e nauseato il mondo del calcio e i giocatori stessi, come nel caso della Croazia. Il nerazzurro Ivan Perisic lo ha detto subito, di fronte al lancio di fumogeni che ha fatto sospendere il match con la Repubblica Ceca per oltre 6 minuti: “Forse sarebbe meglio non giocare nemmeno più”. Ma per quale motivo il pubblico croato si sta comportando così? Perché dopo l’interruzione di Croazia-Repubblica Ceca (punita con 100 mila euro di multa e la minaccia di bloccare la vendita dei biglietti) sta progettando un nuovo sabotaggio contro la propria nazionale? Le motivazioni sono note.

L’idea è quella di attaccare ancora la propria Nazionale, già questa sera – a Bordeaux – in occasione di Croazia-Spagna. Il Corriere della Sera racconta questi dettagli: “Gli ultrà dell’Hajduk Spalato e della Dinamo Zagabria cercheranno di inondare di nuovo il campo di fumogeni, per far sospendere la partita e provocare le sanzioni della Uefa contro la loro stessa squadra. Sarà molto complicato fermare il blitz: perché la strategia degli hooligans poggia su «armi» nuove. Vennero scoperte un paio d’anni fa. Novembre 2014, Italia-Croazia a Milano, una grandinata di torce sul campo provocò la sospensione della partita: a San Siro, come a Saint-Etienne, gli ultrà croati hanno usato fumogeni piccolissimi, molto difficili da intercettare nelle perquisizioni all’ingresso (li nascondono di solito nelle mutande). Per trovare quei fumogeni, lanciati in campo con elastici tipo fionde, sono necessarie perquisizioni invasive. Ecco perché, nonostante il filtraggio antiterrorismo, gli ultrà croati sono riusciti a entrare «armati» sulle tribune. Anche a Bordeaux, questa sera, la vera sfida sarà ai cancelli d’ingresso. «Forse sarebbe meglio non giocare neppure», ha detto l’attaccante croato dell’Inter Ivan Perisic. Perché i giocatori sanno benissimo quel che sta accadendo. Gli ultrà di Spalato portano avanti da anni una guerra contro la Federazione croata. E, per colpirla, attaccano la squadra. Il loro primo bersaglio è l’ex vice presidente, Zdravko Mamic, sotto accusa per una frode contro la Dinamo Zagabria, società di cui era direttore generale. Anche il direttore esecutivo della Federazione è stato coinvolto nell’indagine. Entrambi negano le accuse, Mamic è stato sospeso dalla Dinamo: tutti e due però, venerdì, erano presenti nell’area vip dello stadio di Saint-Etienne. Erano loro l’obiettivo degli ultrà radicali. La minaccia croata sulla partita di questa sera è l’ultimo evento di un campionato parallelo, quello che gli hooligans di mezza Europa stanno combattendo in Francia dal 10 giugno. Finora otto Federazioni nazionali (le ultime: Albania e Romania) sono finite sotto inchiesta Uefa per scontri, lancio di fumogeni e invasioni di campo da parte dei tifosi. E ieri il governo francese ha diffuso un bilancio provvisorio della violenza: nei primi 10 giorni dell’Europeo 2016, i fermi e gli arresti sono stati 557 (con 27 condanne); 25 le espulsioni di hooligans pericolosi”.

(Corriere della Sera)

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