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Dalla Palma: “Inter, corsa scudetto mai iniziata. Inzaghi? Le parole di Marotta…”

Matteo Pifferi

Intervenuto sulle colonne del Corriere dello Sport, Alberto Dalla Palma, giornalista, ha analizzato così il 6-1 dell'Inter sul Bologna

Intervenuto sulle colonne del Corriere dello Sport, Alberto Dalla Palma, giornalista, ha analizzato così il 6-1 dell'Inter sul Bologna:

"Ci è voluto un gol realizzato da Lykogiannis con il sedere per risvegliare l’Inter, che aveva tremato in avvio anche sulle conclusioni di Barrow e Arnautovic. Sembrava ancora stordita dal crollo di Torino contro la Juve, dai fischi e dalle critiche, dal disordine e dalla tensione. Eppure Inzaghi aveva schierato la sua formazione tipo, esentando ancora Brozovic (rilanciato nel finale) e confermando Lautaro nonostante la serata di festa in un locale esclusivo di Milano. E le parole di Marotta poco prima della sfida, anche per lo stesso Simone non sembravano un lasciapassare verso un futuro migliore: anzi, rilette con calma hanno il sapore amaro di un possibile licenziamento a fine stagione, in largo anticipo rispetto al recente rinnovo del contratto. Ma se l’Inter avrà ancora una reazione emotiva come quella di ieri sera contro il Bologna, la stagione nerazzurra non sembra ancora finita come non appare al capolinea l’avventura del tecnico, che ha in mano la doppia carta Champions (ingresso nei quarti e qualificazione all’edizione successiva con uno dei primi quattro posti) e la Coppa Italia in attesa di vedere se il Napoli, un giorno, rallenterà una marcia unica in Europa. E se magari, aggiungiamo, Lukaku tornerà in campo a fare il suo mestiere. Su Inzaghi pesa il numero delle sconfitte complessive, che sono troppe, non certo il ko di Torino dopo un primo tempo in cui la sua squadra avrebbe potuto segnare almeno due gol alla Juve: alle spalle ci sono anche i crolli con la Lazio, con il Milan, con l’Udinese e con la Roma. Per questo il cammino verso lo scudetto, perso proprio contro il Bologna la stagione scorsa, si è praticamente interrotto. Anzi, non è proprio mai iniziato".

 

"L’1-0 di Lykogiannis sembrava l’inizio della fine, proprio perché davanti c’era la squadra che pochi mesi fa aveva favorito il sorpasso definitivo del Milan. Il Bologna era partito benissimo, sembrava una squadra organizzata e pericolosa nelle ripartenze quando l’Inter si è riaccesa all’improvviso, aprendo una goleada inattesa: Dzeko con un gran tiro al volo, Dimarco con una punizione (inventata) e Lautaro con una spizzata sul primo palo hanno capovolto una partita che Thiago Motta e la sua squadra hanno compromesso dopo il riposo. I cambi dell’italobrasiliano sono stati fatali: Moro e Sosa per Medel e Lucumi hanno fatto il resto della differenza tra il Bologna e l’Inter, che ha segnato altri tre gol, ancora con Dimarco e poi con Calhanoglu e addirittura Gosens, il fantasma del 2022 nerazzurro".

"Una ripartenza forte, un successo che suona come una sfida a chi non crede che dopo il Mondiale, cioè da gennaio, certi valori possano essere ribaltati: ma sarà dura, comunque, recuperare il terreno perduto perché cinque sconfitte sono già il massimo che può permettersi una squadra in lotta per lo scudetto. Ma a Inzaghi, intanto, interessava una risposta dopo la delusione di Torino: e il 6-1, onestamente troppo pesante per il Bologna, può rappresentare una ripartenza solo se ci sarà un seguito immediato, domenica a Bergamo contro l’Atalanta. L’ingresso negli ottavi di Champions, dopo aver eliminato il Barcellona, non basta più a Marotta e forse allo stesso Zhang: Simone dovrà tirare fuori qualcosa dal suo cilindro, magari un colpo di culo come quello di Lykogiannis".