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Il Napoli trova un’Inter feroce. La squadra di Sarri governa, ma i nerazzurri tengono…

Andrea Della Sala

Grande prova difensiva dell'Inter che concede poco in zona gol agli azzurri

Tra Inter e Napoli finisce 0-0 dopo una partita combattuta e attenta da parte dei nerazzurri. Il Napoli dopo circa tre mesi lascia il primo posto, ma sa di potersela giocare fino alla fine con la Juve. Di fronte ha trovato un’Inter insolita, feroce nella sua fase difensiva e capace di domarne gli istinti offensivi. Inter-Napoli è diventata esibizione cerebrale e tale è rimasta, un confronto serrato tra interpretazioni difensive e (vane) ricerche offensive, sfide muscolari in mediana, occupazione delle corsie, tiki-taka su ritmi considerevoli e però poca, anzi nessuna verticalità. Il Napoli si è preso gli obblighi contrattuali d’una serata sulla quale la Juventus aveva già provveduto a spargere la propria opprimente ombra, ha palleggiato (65,4% possesso), ha governato (standosene nella metà campo altrui), ha avvertito il brivido del palo di Skriniar (nella ripresa) e però ha saputo adeguarsi ad una nottata sporcatagli da Spalletti che ha “finto” di osare (Rafinha tra Candreva e Perisic e alle spalle di Icardi ancora “convalescente”; Brozovic nel mezzo al fianco di Gagliardini) e poi s’è concesso il profilo basso, restando aggrappato alla propria trequarti, con un’umiltà persino eccessiva per una Grande che ha preferito correre (spesso) all’indietro, osservando occhi negli occhi il Napoli che invece inseguiva orizzonti bianconeri. La teoria allo stato puro, comunque: zero tiri nello specchio, tra emozioni anestetizzate e speranze soffocate, con pressioni costanti su Insigne e Hamsik, su Callejon e su Jorginho (chiaramente offerto a Rafinha). 

(Corriere dello Sport)