Infantino: “Elezione Gravina segnale chiaro. In Italia c’è ancora talento. Gli azzurri…”

Infantino: “Elezione Gravina segnale chiaro. In Italia c’è ancora talento. Gli azzurri…”

Il presidente della FIFA ha commentato l’elezione del nuovo presidente della FIGC

di Eva A. Provenzano, @EvaAProvenzano

Il presidente della FIFA Gianni Infantino ha commentato l’elezione di Gravina a presidente della FIGC, ai microfoni di SkySport e ha sottolineato: «E’ importantissimo soprattutto per il calcio italiano. E’ importante che una Federazione come quella italiana, importante a livello mondiale, abbia un presidente. Quindi complimenti a Gravina, eletto con il 97% dei voti, è un messaggio chiaro. Ora bisogna lavorare». Poi ha aggiunto:

-Cosa chiede la FIFA alla FIGC?

L’importante è che la Federazione venga gestita come deve essere, che sia da esempio per tutto il mondo. Si parla di infrastrutture, impianti, riforme dei campionati: bisogna lavorarci seriamente, ascoltando tutti. Si parla di governance che significa ascoltare e anche agire portando a dei cambiamenti. 

-Situazioni irreali per alcune squadre che non si sa in che categoria giocano…

Se ne esce con idee chiare e serierà. Sono cose che devono essere decise a livello calcistico. Ci vogliono regole chiare, organi che applicano queste regole e si deve fare meglio in futuro. 

-E’ una responsabilità coltivare l’amore della gente per il calcio? 

L’amore per una squadra è una cosa, ma l’amore della maglia Azzurra deve essere per tutti gli italiani, sia nel calcio femminile che maschile. Sono valori che deve difendere la Federazione e sono convinto che si potrà dimostrare che si lavora seriamente. 

-Si diverte guardando la Nazionale di Mancini? 

Purtroppo abbiamo visto un Mondiale senza l’Italia e penso che eravamo tutti tristi, non solo gli italiani perché gli azzurri hanno fatto la storia del calcio. C’è talento in Italia, ci sono situazioni che non portano dei risultati. Con la Polonia, all’ultimo minuto è cambiato tutto: bene per il movimento calcistico italiano, bisogna partire da lì e far si che tutta l’Italia continui ad amare la maglia azzurra. 

(Fonte: SS24)

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