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Inter, Drago: “La duttilità di Sensi sarà un vantaggio per Conte. Sono sicuro di una cosa”

Gianni Pampinella

Intervistato da Tuttosport, l'allenatore parla del prossimo acquisto dell'Inter

Sarà Stefano Sensi il primo colpo italiano dell'era Conte. L'allenatore Massimo Drago conosce bene il centrocampista, lo ha allenato a Cesena. Intervistato da Tuttosport, l'allenatore parla così del suo ex giocatore: "Sicuramente Stefano è un giocatore di grandissima prospettiva. Ha dimostrato di saper ben figurare in una squadra molto organizzata come il Sassuolo e credo che sia arrivato il momento per lui di fare il salto di qualità".

Un tuttocampista per Conte: ma la sua posizione ideale qual è? 

«Nel mio 4-3-3 giocava in mezzo al campo come playmaker. Lui ha questa grande qualità di farsi trovare sempre smarcato, riesce a giocare facile. È un giocatore un po’ spagnolo sotto questo punto di vista. Lo trovi da tutte le parti, sa sempre dove mettersi per fare la cosa giusta». 

Quanto sarà importante la sua duttilità per Conte? 

«La sua duttilità sarà un vantaggio per Conte. Lui, dal centrocampo in avanti, può fare ogni ruolo. Per il palleggio che ha, lo vedo bene nel cuore del centrocampo, ma come dice lei, il fatto di essersi evoluto nel tempo lo ha portato a trovare anche tempi d’inserimento interessanti che gli hanno fatto segnare dei gol di bella fattura». 

Vedrebbe bene un doppio playmaker con Brozovic? 

«Potrebbe ben funzionare. Possono fare questa rotazione. Nell’Inter ci sono tanti campioni e lui deve dimostrare di meritare il posto, anche se sono sicuro che con le sue qualità, riuscirà ad emergere anche in nerazzurro»: 

Che ricordo ha del Sensi di Cesena? 

«Quando sono arrivato, lui era in lista di partenza. Non lo conoscevo e mi venne detto che era stato dato in prestito al Sant’Arcangelo, ma dopo tre giorni bloccai il trasferimento e poi venne ceduto al Sassuolo. Le sue qualità erano evidenti e lui, nonostante gente d’esperienza come Cascione e Kone, divenne subito il perno di quella squadra». 

Secondo lei, il fatto che sia stato pagato così tanto, può essere un peso per lui? 

«Assolutamente no. A livello caratteriale è un freddo. È uno che non si fa trascinare dai facili entusiasmi. È come Federico Bernardeschi sotto questo aspetto. È un grande lavoratore, che pensa sempre a come migliorarsi in allenamento per rendere al meglio in partita la domenica. A Cesena lo prendemmo dal nulla, con Foschi che riuscì a rivenderlo per una bella cifra. Lui non avrà alcun problema legato ai discorsi di mercato»: 

E l’impatto con San Siro come sarà? 

«Anche qui, non penso che avrà difficoltà a calarsi nella realtà. È normale che quando vai da avversario a San Siro è un conto, ma quando ce l’hai dalla tua parte, è uno stadio che ti può trascinare. E non dimentichiamoci mai che è in pianta stabile in nazionale, altro fattore non trascurabile che sta a indicare il suo spessore».

(Tuttosport)