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Inter, FPF ok grazie al lavoro di Ausilio e Gardini. No alla cessione di Perisic, ma…

Andrea Della Sala

Per ottenere i 30 milioni di plusvalenza l'Inter ha ceduto Banega, Caprari, Miangue, Di Marco e Gravillon

Nella giornata di ieri l'Inter ha approvato il bilancio per la stagione 2016-17 con un passivo di 24 milioni, tutti scomputabili per il Fair Play finanziario Uefa. Passivo che è meno della metà rispetto ai 59,6 milioni di perdite contabilizzate nel 2016. Un exploit dovuto ai 276 milioni di ricavi (al netto delle plusvalenze), ovvero 90 milioni in più della passata stagione (pari a un +33%). Un risultato che vale oro per Suning, ottenuto anche grazie anche al rush finale di fine giugno quando Ausilio e Gardini, anziché vendere un big (ovvero Ivan Perisic al Manchester United), hanno piazzato Banega al Siviglia per 9 milioni e Caprari alla Sampdoria per 15 nell’affare Skriniar. Poi hanno completato l’opera sfruttando i “canterani”. Così i trenta milioni di plusvalenze necessari per arrivare al pareggio di bilancio (al netto, come spiegato, dalle spese considerate virtuose dalla Uefa, ovvero quelle per il settore giovanile, per Inter Campus e per le migliorie infrastrutturali) sono stati raggiunti con Di Marco al Sion (4 milioni), Miangue al Cagliari (3,5), Gravillon al Benevento ed Eguelfi all’Atalanta per altri 3 complessivi.