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Torna la leggenda della Pazza Inter. Inzaghi sotto due gol poi fruga nel Dna nerazzurro

Andrea Della Sala

Un'Inter folle batte l'Empoli 4-2 e si porta momentaneamente in testa al campionato un punto sopra il Milan. Non è stata una gara semplice

Un'Inter folle batte l'Empoli 4-2 e si porta momentaneamente in testa al campionato un punto sopra il Milan. Non è stata una gara semplice per la squadra di Inzaghi: pronti via sotto di due gol, è servita la spinta di San Siro e la grinta dei nerazzurri per ribaltare il risultato.

"Partite così alimentano la leggenda della pazza Inter, non la cambiano né la cancellano. L’Inter è stata vicina a un altro 5 maggio, lo scudetto svanito all’Olimpico contro la Lazio nel 2002, ché poi ieri era il 6 maggio e le battute si sarebbero sprecate. Sul più brutto, sullo 0-2, quando molto sembrava perduto e San Siro boccheggiava, a mollo nello sconforto, la squadra di Simone Inzaghi ha frugato nel suo Dna e ha ribaltato l’Empoli, che nella prima mezz’ora aveva estremizzato le ansie e le amnesie dei nerazzurri. Tutto si è ricomposto e le previsioni sono state rispettate. Inter di nuovo capolista, un punto sopra il Milan, nell’attesa che domani sera i “pioliani” spazzino via il fantasma di una terza fatale Verona", analizza La Gazzetta dello Sport.

"C’è della sostanza nella follia interista, in questa Serie A i campioni d’Italia hanno guadagnato 22 punti da situazioni di svantaggio ed è un record, pareggiato soltanto da Hoffenheim (Germania) e Psg (Francia) nei cinque più importanti tornei europei. Il carattere e la voglia di reagire abbondano, la compiutezza del gioco un po’ meno. Una volta di più l’Inter ha fatto valere la tecnica e la forza, la materie prime in cui è impastata. Il resto è imperfezione, ma bene o male una quadratura Inzaghi la trova quasi sempre. Se scudetto non sarà, bisognerà scandagliare quel “quasi” per trovare le spiegazioni, e forse si dovrà farlo lo stesso, in caso di titolo, per crescere ancora", aggiunge il quotidiano.