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Inter, Lautaro meglio di… Batistuta. Blasfemia? No, numeri: le statistiche dicono che…

Marco Macca

I numeri danno ragione all'investimento effettuato dall'Inter per portare Lautaro in Italia

Lautaro Martinez non ha avuto certo paura a cimentarsi con una realtà tutta nuova. Il salto dal calcio argentino a quello europeo e all'Inter non ha fatto abbassare al Toro il rendimento in campo, tanto che, complice il momento non esaltante di Icardi, l'ex Racing si sta imponendo sia in nerazzurro che nell'Argentina. A testimoniare l'ottimo investimento effettuato dal club nerazzurro ci sono i numeri che, si sa, non mentono davvero mai. Scrive la Gazzetta dello Sport:

"A sottolineare quanto il suo impatto sul nostro campionato sia stato positivo, più di quanto non possa raccontare il semplice numero dei gol (6), condizionato dall’impiego saltuario, c’è la frequenza delle reti. Segna una rete ogni 175’ (una ogni 164 se consideriamo anche le coppe): confrontando il dato con quello delle prime stagioni italiane di «monumenti» argentini negli ultimi 30 anni, il verdetto suona come qualcosa in più di una promozione. Considerando solo chi è arrivato in A giovane, sotto i 23 anni (escluso Higuain, per fare un esempio, che approdò al Napoli fatto e finito dal Real Madrid), il Toro ha fatto meglio di quasi tutti: lo batte solo Hernan Crespo, in rete ogni 173’. Differenza minima, come quella, in positivo, che lo piazza davanti persino a Batistuta. Staccati tutti gli altri, da Icardi a Zarate, da Balbo a Lavezzi, fino a Paulo Dybala, che nella sua prima stagione palermitana, però a 19 anni, segnò appena 3 gol. Tutti questi, salvo forse Zarate, hanno fatto una invidiabile carriera. Presente e futuro, insomma, prendono forma".